Dopo il Denver Gold Forum
ci si crogiola nell’oro
Per Burstow (BlackRock Natural Resources), il dollaro a livelli
bassi incoraggia gli speculatori a mantenere alto il prezzo
Durante l’annuale Denver
Gold Forum (DGG), i
grandi, i buoni e anche i
meno buoni del settore oro
si sono riuniti per tre giorni,
per presentare e discutere
le loro ultime riflessioni, idee
e teorie circa le prospettive
in materia di prezzo dell’oro
e azioni. Quest’anno il
tono della riunione era
sorprendentemente
rialzista, con il prezzo
dell’oro che durante la
conferenza puntava dritto
verso i USD 1.300/oz
(successivamente è andato
anche oltre questo livello
e al 14 ottobre risultava
appena sotto USD 1.375/
oz). Un alto numero di
presenti era fermamente
schierato con il fronte
“più forte più a lungo”
nell’esprimere un’opinione
sulla quotazione a medio-
lungo termine dell’oro.
Secondo Clive Burstow,
portfolio manager, team
BlackRock Natural
Resources, “sono tre i temi
principali emersi quest’anno
dalla conferenza, vale
a dire: la sostenibilità
dell’attuale ripresa del
prezzo dell’oro; fusioni e
acquisizioni, data la recente
ondata di transazioni del
settore; e la gestione
del capitale considerati i
maggiori livelli di redditività,
riscontrati da molte società”.
Sostenibilità dell’attuale
ripresa del prezzo dell’oro
“Nel dibattito tra “ribassisti”
e “rialzisti” del mercato
dell’oro – continua
Burstow - i ribassisti hanno
sostenuto un argomento
“debole” a favore del
declino del prezzo dell’oro
rispetto ai livelli correnti
mentre ha trionfato
l’argomentazione rialzista di
una commodity sostenuta
da una solida prospettiva
fondamentale supportata
dalla maggiore debolezza
delle monete e dai timori
riguardo all’incisività della
ripresa economica globale.
Si è discusso a vari livelli di
“quanto potrebbe innalzarsi
il prezzo dell’oro”, con
l’inevitabile ampia gamma
di previsioni, benché
         
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