medio per camera degli
associati AICA è stato pari
a 117 euro, riflettendosi sul
RevPar in diminuzione del
2,6%.
Anche se nella seconda
parte dell’anno il trend di
crescita dovrebbe assestarsi
su tassi più moderati, in
base alle ultime previsioni
elaborate dall’UNWTO,
nel 2010 gli arrivi turistici
internazionali nel mondo
dovrebbero tornare a
crescere su valori che
si aggirano tra il 3% e il
4%. Secondo le previsioni
elaborate da Confindustria
AICA, per quanto riguarda
le performance economiche
degli hotel delle compagnie
associate, il 2010 si
chiuderà con un tasso di
occupazione del 57,7%
contro il 55,1% del 2009.
Finalmente un indice
positivo (+4,78%) dopo le
cifre in rosso degli ultimi tre
anni. Il Ricavo Medio per
Camera Occupata, invece,
confermerà l’andamento
fortemente negativo dei
primi mesi e dovrebbe
assestarsi sui 114 euro. Una
flessione del 4,5% rispetto
ai 119,38 euro riportati nel
2009 (già in perdita come il
2008). L’andamento dei due
precedenti indici dovrebbe
portare il RevPar a 66,7
euro, con un incremento
dell’1,5% rispetto al 2009
(anno in cui si era fermato a
65,8 euro).
Elena David, Presidente
di Confindustria AICA, ha
dichiarato: “dopo un biennio
tragico per l’industria
dell’accoglienza iniziamo
a intravedere, tra molte
incertezze, i primi segnali
di ripresa. Anche se ci
si augura un importante
recupero delle perdite,
ci troviamo di fronte a
un’industria i cui modelli
sono irreversibilmente
cambiati. In generale, si
farà i conti con una minor
capacità di spesa perchè
sia sul fronte business
sia sul fronte leisure
abbiamo assistito a dei
veri e propri cambiamenti
“culturali” nell’approccio
alla prenotazione. Da un
lato, infatti, alcune policy
di “saving” sui budget di
spesa si sono radicate,
dall’altro, oltre a una reale
minor capacità di spesa dei
cittadini, si aggiunge una
tendenza ormai radicata che
porta a scegliere la vacanza
last minute, prenotata su
Internet con tutti gli effetti
di “dumping del prezzo”
che questo comporta.
Internet ha dato il mercato
in mano a pochi operatori
che operano da monopolisti,
e la frammentazione del
nostro settore alberghiero
non ci permette di far valere
la nostra forza negoziale.
Se i primi segnali di ripresa
della spinta occupazionale
si confermeranno nel tempo,
ovviamente c’è la possibilità
di migliorare anche il
ricavo per camera, a oggi
come evidenziato dai dati
fortemente in ribasso, ma
servono interventi urgenti.
I conti economici delle
compagnie alberghiere
riflettono costi altissimi, dal
lavoro all’intermediazione
passando per l’energia
e non è più possibile
rimandare le decisioni.
Pensare turisticamente
significa agire. Confindustria
AICA con i suoi associati
ogni giorno muove dei
passi verso l’innalzamento
degli standard qualitativi
dei servizi rivolti al turista,
investendo nella formazione,
in cui da sempre crediamo,
e nelle nuove tecnologie, ma
abbiamo bisogno di aiuto.
Il nostro Premier conta sul
raddoppio del contributo al
PIL da parte del Turismo in
pochi anni; Confindustria ha
risposto con un lavoro serio
dimostrando la possibilità di
raggiungere l’obiettivo. Ora
dal Ministero del Turismo
serve un piano d’azione
deciso, veloce e chiaro nelle
politiche attuative”.