statistica a ognuno tocca
un pollo, se tu non lo hai
mangiato a qualcuno ne
sono toccati due! Beh,
calando il concetto sulla
ricchezza nazionale, direi
che quella rilevata è il totale
detenuto dalle famiglie
italiane ma questo non ci
dice come questo totale sia
distribuito!
MORK: Cioè mi stai dicendo
che se siamo in quattro
e io ho quattro case e gli
altri nessuna, la ricchezza
nazionale è comunque 4
case?
MINDY: Bravo Mork, hai
capito perfettamente. E ti
dirò di più: se facessimo
una media statistica, da
questa risulterebbe che
ognuno ha una casa!
Esistono comunque degli
indicatori che ci permettono
di sapere qualcosa di più
su come questa grandezza
totale sia distribuita.
Trilussa permettendo,
possiamo ricorrere a un altro
strumento statistico: l’indice
di Gini.
MORK: Questo Jimmy lo
conosco! Jimmy Fontana,
quello che cantava “il mondo
non si è fermato mai un
momento…”.
MINDY: Si, Mork, quasi!
L’indice di Gini cresce
al crescere del livello di
concentrazione. Oggi è
diffusamente usato come
misura della diseguaglianza,
in particolare per la
distribuzione del reddito. Più
è alto e più in un Paese c’è
grande concentrazione della
ricchezza, ovvero grandi
diseguaglianze tra ricchi e
poveri. Purtroppo questo
indice in Italia (ma non solo
in Italia, perchè la tendenza
è diffusa in quasi tutti i Paesi
del mondo) è in crescita.
Era intorno a 32 qualche
anno fa (esattamente
uguale alla media dei 27
Paesi Ocse, che vanno
dal 22 della Danimarca
al 45 del Messico) e ora
è salito intorno a
35. Ma la cosa più
preoccupante è la
costante tendenza
a crescere degli
ultimi anni. Pensa
che prima della
recessione del
1990/1991, l’indice
in Italia era 29 e
solo due anni dopo
balzò a 34. Ora che
partiamo già da 35
non so dove saremo
fra un paio di anni!
MORK: Quindi mi
stai dicendo che
molte persone si
stanno impoverendo
più di quanto
comunque evidenzi
il calo della
ricchezza nazionale?
MINDY: Purtroppo si. E
si stanno impoverendo
soprattutto i giovani: quasi
1 su 3 è disoccupato,
ha scarse possibilità di
trovare oggi un lavoro
stabile e domani un servizio
previdenziale. Dobbiamo
farci sentire, dobbiamo
pretendere che le risorse
(tasse) che versiamo
allo stato siano destinate
soprattutto ai giovani: alla
scuola, al lavoro e alla
ricerca per investire nel
futuro del nostro Paese…
E tu, caro Mork, hai mai
pensato di tornare su Ork?
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