costruire e lanciare l’Apple
iPod. Inoltre, anche il club
meno virtuoso dal punto
di vista economico genera
più ricavi per dipendenti di
Apple, Google e Goldman
Sachs”.
Ecco quindi che appare
evidente come lo sforzo
per ottimizzare l’impiego di
risorse umane e finanziarie
sia notevolissimo e richieda
competenze specifiche.
Infatti, il mondo dello
sport, o meglio lo sport
business, si trova da tempo
ad affrontare questioni e
problematiche che vanno
ben al di là dell’evento in
sé. I dati indicano che per
valori e volumi il comparto
assomiglia sempre più
a un settore economico
tradizionale, anche se con
peculiarità, regole e valori
che lo rendono però unico.
E non si tratta unicamente
di show business. Per
esempio, la componente
dei diritti TV gioca un
ruolo fondamentale, al
punto che per molti sport
rappresenta la principale
fonte di ricavo. Qualche dato
chiarisce meglio: M&P Silva
ha acquistato i soli diritti
all’estero del campionato di
calcio italiano Serie A per
181,5 milioni di euro per le
stagioni 2010-11 e 2011-12,
mentre la RAI per i diritti
radio e gli highlights ha
investito 28,5 milioni di euro
per il 2010-11 e 30 milioni di
euro per l’anno successivo.
Anche le sponsorizzazioni
costituiscono un introito
significativo.
Sempre secondo quanto
riportato dal libro di Ruta e
Guenzi, “per sponsorizzare
la UEFA Champions League
occorrono circa 80 milioni
di euro per 3 anni, mentre
per la sponsorizzazione
di un team di Formula 1
servono circa 80 milioni di
dollari. Il Comitato Olimpico
Internazionale (IOC) ha
raccolto in un quadriennio
– per l’organizzazione di
Torino 2006 e Pechino 2008
– circa 866 milioni di dollari
dai 12 sponsor principali,
ovvero ben 200 milioni in
più di quanto era riuscito a
generare
dai
precedenti
contratti
per Salt
Lake City
2002 e
Atene
2004”. A
corollario
di questo,
occorre
poi tener conto della nuova
strategia che alcune tra le
maggiori squadre di calcio
di Serie A – per esempio
AC Milan e Internazionale
FC – hanno adottato da
questa stagione in tema di
sponsorizzazione: ridurre il
numero degli sponsor per
avere un maggior ritorno
economico e poter offrire
migliori servizi a chi si lega
al marchio.
Una strategia già da tempo
applicata, per esempio, in
Germania.
Ecco quindi che il comparto
sport business evidenzia
tutta la sua complessità
organizzativa e gestionale,
facendo emergere la
necessità di manager
specializzati e in grado
di gestire tali sfide, in
parte diverse rispetto
al tradizionale mondo
d’impresa.
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