Anche i servizi relativi ai trasporti hanno contribuito in modo significativo all'accelerazione complessiva, passando da un +2,6% a un +2,9%. Si nota inoltre una attenuazione della flessione per i beni durevoli, che passano da un -1,1% a un più contenuto -0,8%. Nondimeno, non tutte le voci hanno seguito la stessa tendenza. Nel cruciale comparto energetico, si è osservata una netta decelerazione per i beni energetici regolamentati, il cui tasso di crescita si è ridotto drasticamente dal +29,3% al +22,7%. Con tutto ciò, la flessione dei beni energetici non regolamentati si è addirittura accentuata, passando da un -4,3% a un -4,6%. Questo gioco di forze opposte è essenziale per comprendere il quadro macroeconomico attuale. L'inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili come l'energia e gli alimentari freschi, ha mostrato un'accelerazione, salendo dal +1,9% al +2,1%. Questo suggerisce una pressione sui prezzi più ampia e radicata nell'economia. La componente al netto dei soli beni energetici, però, è rimasta stabile al +2,1%.
La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si è lievemente accentuata, passando da +0,8% a +1,0%, in un parallelo con l'incremento dei servizi, che hanno toccato il +2,7% dal +2,6%. È interessante notare come il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni si sia leggermente ridotto, attestandosi a +1,7 punti percentuali dal +1,8 del mese precedente. Particolare attenzione merita il cosiddetto "carrello della spesa". I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona hanno mostrato una dinamica in decisa accelerazione, passando da un +2,7% a un +3,1%. Anche i prodotti ad alta frequenza d'acquisto hanno registrato un balzo significativo, dal +1,5% al +2,1%. Questi dati indicano una pressione persistente sui bilanci delle famiglie. La variazione congiunturale positiva dell'indice generale è stata il risultato di un insieme di fattori:
- L'aumento dei servizi relativi ai trasporti, che hanno segnato un +1,1%;
- I servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, con un incremento dello +0,8%;
- I beni alimentari lavorati, cresciuti dello +0,6%.
Questi aumenti, eppure, sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione di:
- I beni energetici regolamentati, con un calo del -2,9%;
- I beni energetici non regolamentati, che hanno registrato un -1,1%;
- I beni alimentari non lavorati, scesi del -0,4%.
L'inflazione acquisita per il 2025 si attesta a +1,4% per l'indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. Sul fronte europeo, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato una variazione pari a +0,2% su base mensile e ha mantenuto una stabilità su base annua, confermandosi a +1,7% rispetto al mese precedente. Questo quadro complessivo suggerisce che, nonostante alcune moderazioni in settori chiave, l'inflazione resta un elemento dinamico e centrale per l'economia italiana.

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Articolo del 30/06/2025
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