È un segnale che fa sorridere gli uffici vendite, ma meno i reparti logistici: il volume della merce effettivamente spedita è salito solo dello 0,6%. Questa differenza suggerisce che i listini prezzi stiano facendo il lavoro sporco per sostenere i bilanci aziendali. Il vero protagonista di questa fase è il mercato estero B2B, dove il valore è balzato del 2,3% e i volumi del 2,5%. Al contrario, tra i confini nazionali si respira un'aria più pesante, con volumi in calo dello 0,4%. Sembra quasi che i prodotti italiani piacciano a tutti, tranne che a chi li produce e dovrebbe acquistarli in patria.
Le oscillazioni dei servizi e l'esplosione dell'energia
Il mondo dei servizi non resta a guardare, sebbene si muova con una flemma quasi britannica. L'indice fatturato servizi è cresciuto dello 0,2% in valore, riflettendo una stabilità che nasconde dinamiche interne molto diverse. Il commercio all'ingrosso ha perso colpi, registrando una contrazione dello 0,1%, mentre le altre attività terziarie hanno saputo recuperare terreno. Le dinamiche economiche ISTAT mettono in luce un dato che scotta, letteralmente: il comparto dell'energia ha visto il proprio fatturato volare del 6,7% in un solo mese.
Se allarghiamo lo sguardo al confronto con l'anno precedente, il salto è del 26,9%. Sono numeri che spiegano bene perché molte scrivanie siano piene di calcolatrici e conti che non tornano mai al primo colpo, specialmente quando si tratta di coprire i costi fissi.
I raggruppamenti industriali mostrano performance variegate che meritano attenzione:
- energia con un balzo del 6,7% in valore;
- beni strumentali in aumento del 2,4%;
- beni di consumo che salgono dello 0,8%;
- beni intermedi con un progresso dello 0,6%;
- commercio all'ingrosso in lieve calo dello 0,1%.
Guardando al trimestre che comprende maggio, giugno e luglio 2026, la situazione si fa più opaca per chi osserva i dati reali della produzione. L'industria vede salire il valore dell'1,0%, ma i volumi scendono dello 0,7%. I servizi mantengono una rotta più costante, con un +0,6% in valore e un +0,1% in volume. Su base annua, corretto per i giorni lavorativi, il fatturato industriale segna un +4,8% in valore. Eppure, il dato sul volume resta in territorio negativo con un -0,6%.
Il mercato interno soffre maggiormente con una flessione dei volumi del 2,0%, compensata solo dalla tenuta delle esportazioni che segnano un +1,9%. In questo contesto, le imprese devono navigare a vista, cercando di capire se questo aumento degli incassi sia un segnale di salute o l'effetto di una febbre dei prezzi che non accenna a scendere. Le aziende che operano nel mercato estero B2B sembrano avere una marcia in più, riuscendo a imporre i propri listini senza deprimere troppo le quantità vendute, "come dimostrano i dati sulle esportazioni industriali" che rimangono l'ancora di salvezza del sistema produttivo.
Articolo redatto da Angela Paganini, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.
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Articolo del 29/09/2026

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