Francia e Germania: l'occasione sprecata per la difesa europea

Francia e Germania: l'occasione sprecata per la difesa europea

28/07/2025

La guerra in Ucraina ha scosso profondamente la sicurezza Europa. L'ombra di un'incertezza crescente sull'impegno degli USA nel continente, unita a un quadro geopolitico in costante evoluzione, ha riacceso il dibattito sulla necessità di una robusta difesa europea. Per molti, questo momento avrebbe dovuto segnare il rilancio del cosiddetto "motore franco-tedesco", il fulcro della cooperazione militare all'interno dell'Unione Europea. Ma l'armonia sperata tra Parigi e Berlino stenta a manifestarsi.

Si respira una convergenza tra le due potenze come non si vedeva da decenni. La Germania ha definito questa nuova fase con il termine "Zeitenwende", indicando un cambio epocale nella sua politica di sicurezza.


Dall'altra parte, la Francia ha delineato una nuova legge di programmazione militare, presentandola come una "mossa strategica definitiva". Nonostante queste dichiarazioni d'intenti e il riconoscimento comune che la Russia rappresenti una minaccia a lungo termine, le divergenze di fondo permangono. Anzi, appaiono radicate.

Il Future Combat Air System (Fcas) è l'emblema di questa difficile cooperazione militare. Questo ambizioso progetto, che prevede un jet da combattimento di sesta generazione e un costo stimato di cento miliardi di euro, dovrebbe rimpiazzare, tra gli altri, i Rafale francesi. Recenti frizioni hanno però oscurato la strada. La Francia insiste per una quota di lavoro pari all'ottanta per cento, una richiesta che contrasta apertamente con gli accordi iniziali, i quali prevedevano una ripartizione equa tra Parigi, Berlino e Madrid. Questa richiesta francese suggerisce una marcata differenza nella visione del ruolo delle forze armate. Mentre le forze armate francesi sono considerate parte integrante della politica estera nazionale e devono essere pronte ad agire in autonomia, soprattutto in ambito nucleare, la Germania privilegia un approccio decisamente più multilaterale, fortemente legato ai contesti della NATO e dell'Unione Europea.


Al di là delle visioni strategiche sulla geopolitica Europa, il vero divario tra Berlino e Parigi si manifesta nelle finanze pubbliche. La Germania, con un rapporto debito/PIL pari al 62,3 per cento, gode di un ampio margine di manovra per significativi investimenti difesa. La spesa militare tedesca può dunque beneficiare di una flessibilità notevole. Al contrario, la Francia si trova in una situazione ben diversa, con un debito che si attesta al 114,1 per cento. Questo la pone sotto procedura per deficit eccessivo, limitando drasticamente la sua capacità di spesa. Tale disuguaglianza fiscale si traduce anche nel netto rifiuto tedesco di appoggiare l'idea francese di un prestito congiunto per la difesa europea, sul modello del NextGenerationEU. Questa posizione, salda, di fatto paralizza ogni progresso verso una concreta integrazione fiscale in ambito militare.

Si intravede il rischio concreto che l'Unione Europea sprechi un'opportunità storica, un momento di crisi che avrebbe potuto fungere da catalizzatore per un'integrazione più profonda.


La guerra in Ucraina, in questo scenario, potrebbe non condurre a quella maggiore integrazione istituzionale o fiscale tanto auspicata. Sembra un'occasione persa. L'Europa, infatti, si sta espandendo verso Est, ma senza riuscire a rafforzare al contempo le sue fondamenta comuni. La grande ambizione di costruire una difesa europea autenticamente autonoma e integrata si scontra così con una difficile realtà. È un equilibrio precario tra la retorica politica e le concrete esigenze, tra le diverse visioni nazionali e gli ineludibili interessi economici. E, ancora una volta, il cuore dell'EuropaBerlino e Parigi – fatica a trovare un vero e proprio unisono.


Francia e Germania: l'occasione sprecata per la difesa europea
Clicca per ingrandire l'immagine


Articolo del 28/07/2025


marketing - retail - ecommerce - intelligenza artificiale - AI - IA - digital transformation - pmi - high yield - bitcoin - bond - startup - pagamenti - formazione - internazionalizzazione - hr - m&a - smartworking - security - immobiliare - obbligazioni - commodity - petrolio - brexit - manifatturiero - sport business - sponsor - lavoro - dipendenti - benefit - innovazione - b-corp - supply chain - export - - punto e a capo -