PMI italiane: un appello urgente per rimettere al centro la formazione

PMI italiane: un appello urgente per rimettere al centro la formazione

25/06/2025

Il motore dell'economia italiana è costituito da oltre 4,5 milioni di imprese, il 99% del totale. Sono le PMI italiane, un tessuto connettivo vitale per il paese. Eppure, come sottolinea 24ore Business School, molte di queste realtà, spesso piccole o piccolissime, a gestione familiare, affrontano sfide immense con un bagaglio di competenze non sempre adeguato ai tempi. Solo due titolari su dieci possiedono una laurea, un dato che evidenzia un forte scollamento tra l'offerta formativa tradizionale e le esigenze concrete del mondo imprenditoriale.

Navigare un contesto economico sempre più complesso – segnato dalla transizione ecologica, dalla crisi energetica persistente e dall'inarrestabile avanzata dell'innovazione tecnologica – richiede nuove capacità.


Ciononostante, solo il 51% delle PMI considera la formazione un investimento strategico, e anche in questi casi, mancano spesso piani strutturati e di lungo periodo. Un significativo 37% non programma affatto attività formative, percependole ancora come troppo teoriche o distanti dalla realtà quotidiana dell'azienda.

In occasione della Giornata Mondiale delle PMI, è giunto un chiaro appello: occorre riportare lo sviluppo delle persone al cuore delle strategie aziendali. Questa mossa è fondamentale per costruire una maggiore competitività, alimentare la spinta all'innovazione e garantire una vera sostenibilità nel tempo.

Le competenze più ricercate dalle PMI riflettono le urgenze del mercato. Dalle analisi condotte, che prendono in considerazione il confronto con oltre 1.300 aziende, si delineano con chiarezza i fabbisogni formativi. Le PMI italiane cercano profili con competenze concrete e subito spendibili. Al primo posto figurano le soft skill, quelle abilità trasversali come la leadership, l'efficacia nella comunicazione e la capacità di gestire lo stress.


Seguono a ruota le competenze commerciali, essenziali nel sales, e l'organizzazione efficace del lavoro attraverso il project management. Non meno importanti sono le conoscenze economico-gestionali di base, pilastri per ogni decisione strategica.

Parallelamente all'esigenza di competenze specifiche, cresce la domanda di figure professionali in grado di guidare i processi di cambiamento all'interno dell'azienda. Profili come il Project Manager, il Sales Manager, il Marketing Specialist, l'HR Manager e i Responsabili AFC (Amministrazione, Finanza e Controllo) sono sempre più richiesti per affrontare le sfide attuali e future.

Gli investimenti in formazione da parte delle PMI si stanno concentrando su alcune aree strategiche chiave, fondamentali per affrontare le trasformazioni in atto. Queste includono la Sostenibilità e la transizione green, temi ormai centrali per operare in modo responsabile e conforme alle normative. Un'altra area cruciale è la Digital transformation, legata all'analisi dei Big Data e all'implementazione dell'Intelligenza Artificiale (AI).


L'innovazione e il delicato processo del passaggio generazionale rappresentano un altro filone di investimento prioritario, così come lo studio di nuovi modelli organizzativi e una gestione più efficace delle risorse umane.

Il futuro delle PMI italiane dipende dalla capacità di affrontare alcune macro-sfide decisive. La sostenibilità ambientale, sociale ed economica non è più negoziabile. La digitalizzazione, potenziata dall'AI, offre strumenti potenti per aumentare la produttività e ottimizzare i processi. Ma la sfida forse più pressante è quella demografica e legata al passaggio generazionale. L'età media dei leader d'impresa in Italia raggiunge i 61 anni, e il tasso di nuova imprenditorialità si conferma tra i più bassi in Europa. Questo quadro richiede l'acquisizione di hard skill robuste per analizzare dati e costruire strategie solide, ma, con tutto ciò, è altrettanto vitale sviluppare le soft skill necessarie per valorizzare il capitale umano. Le imprese che investono attivamente nella formazione del proprio personale constatano benefici concreti: decisioni più mirate, processi interni più snelli e, in definitiva, performance aziendali notevolmente migliorate.


È la formazione che si traduce in valore reale e tangibile.

Per colmare questo divario di competenze, si rendono necessari percorsi formativi con un impatto immediato. Programmi pratici e strategici pensati specificamente per imprenditori, manager e professionisti che operano nelle PMI. L'obiettivo è fornire strumenti immediatamente applicabili nel contesto lavorativo quotidiano. I programmi più scelti coprono una gamma di aree tematiche fondamentali.

- ESG, Sostenibilità, Energia e Ambiente;

- Digital Transformation, Tecnologia e Intelligenza Artificiale (AI);

- Leadership e Soft Skills;

- Project Management;

- General Management e Gestione di Impresa.

Questi percorsi sono ideati per professionisti già attivi nel mondo del lavoro, con un focus particolare su settori strategici per l'economia del paese: l'industria, il manifatturiero, l'alimentare, il turismo e i servizi. Molto richiesti sono anche i percorsi con formula Part Time ed Executive, che permettono di coprire una vasta gamma di aree formative cruciali, spaziando dal Marketing e Comunicazione alla Pubblica amministrazione, per un totale di quindici aree chiave.


Investire nello sviluppo delle competenze è diventato un imperativo per le PMI italiane che vogliono non solo sopravvivere, ma prosperare nel panorama economico attuale e futuro. È una mossa strategica che ripaga in termini di innovazione, efficienza e capacità di adattamento.


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Articolo del 25/06/2025


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