Economia

24/09/2026

Wall Street trema per i tassi: il Nasdaq crolla mentre i Treasury tornano ai livelli del 2007

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Wall Street trema per i tassi: il Nasdaq crolla mentre i Treasury tornano ai livelli del 2007

La giornata di mercoledì a New York si è chiusa con un deciso segno meno per i principali listini americani. La spinta verso il basso è arrivata da una nuova fiammata dei rendimenti obbligazionari e da dati macroeconomici che fanno temere una ripresa dell'inflazione negli USA.


Il Nasdaq Composite ha guidato le perdite lasciando sul terreno l'1,13% a quota 26.936,04. Anche lo S&P 500 ha registrato una flessione dello 0,75% scivolando a 7.706,03 punti. Il Dow Jones Industrial Average ha perso lo 0,68% chiudendo a 51.511,59.

Le piccole imprese quotate nell'Russell 2000 hanno sofferto più di tutte. L'indice ha segnato un calo dell'1,77% fermandosi a 2.838,66 punti. Questo dimostra quanto i costi del denaro più alti spaventino chi non possiede le spalle larghe delle multinazionali.

Ecco i dati principali della chiusura dei mercati finanziari USA:

- Russell 2000:

-1,77% ;

- Nasdaq Composite:

-1,13% ;

- S&P 500:

-0,75% ;

- Dow Jones Industrial Average:

-0,68% ;

- Indice SOXX: oltre -1,5% .

La vera notizia del giorno è la corsa dei rendimenti Treasury decennale. Nel pomeriggio di Wall Street il tasso ha toccato il 5,12%.




Si tratta del valore più alto dal luglio 2007. Gli investitori hanno reagito con nervosismo ai dati del flash PMI di S&P Global. La lettura composita a 58,4 rappresenta il massimo da oltre cinque anni. Il settore manifatturiero è salito a 57,0 e quello dei servizi a 58,7.

Questi numeri indicano un'economia che corre ancora troppo veloce. La Federal Reserve non gradisce simili accelerazioni perché complicano la lotta al carovita. I commenti restrittivi arrivati dai vertici della banca centrale nei giorni scorsi hanno fatto il resto. Ogni speranza di un taglio rapido del costo del denaro sembra essersi dissolta nel caldo asfalto di Manhattan.

Il settore tecnologico e l'impatto dell'AI sui titoli growth


Il comparto tech ha subito le vendite più pesanti dopo i recenti record. L'indice SOXX dedicato ai semiconduttori ha interrotto una serie positiva di sei giorni. Nvidia ha perso circa l'1,5%, mentre Micron è scesa dell'1,9% e Sandisk ha ceduto il 3%.


Apple ha vissuto una giornata particolare: per qualche minuto ha guardato dall'alto la soglia dei 5.000 miliardi di capitalizzazione, ma poi si è ritirata con la timidezza di chi ha paura delle vertigini.

Meta è andata controcorrente guadagnando circa il 2%. La società continua a beneficiare del successo della sua app di AI denominata Muse. L'applicazione è balzata in cima alle classifiche dell'App Store di Apple. Da inizio mese il titolo ha guadagnato quasi il 30%. È la migliore performance mensile per l'azienda dal luglio 2013. Questi ottimi risultati nel settore dei servizi digitali contrastano con la debolezza dei titoli finanziari.

Nel comparto bancario e dei servizi si sono viste crepe evidenti. Charles Schwab ha perso il 6%. Questo crollo ha trascinato con sé LPL Financial e JPMorgan. Anche i giganti delle prenotazioni online come Booking ed Expedia hanno chiuso in rosso.


Qualcuno però sorride. Cracker Barrel ha guadagnato il 3% grazie a risultati trimestrali superiori alle previsioni della vigilia. I titoli legati al calcolo quantistico come IonQ e D-Wave restano comunque sotto i riflettori grazie a una rinnovata attenzione degli investitori per gli investimenti tech B2B.

Il quadro tecnico dello S&P 500 appare delicato. Dopo il record di fine agosto l'indice ha perso circa lo 0,8%. La violazione al ribasso della soglia dei 7.750 punti non è un segnale incoraggiante per chi opera nel breve periodo. Il Dow Jones ha pagato il prezzo più alto in termini assoluti perdendo 352 punti a causa della debolezza dei titoli bancari. Il mercato ora si prende una pausa di riflessione.

Le attenzioni degli operatori si spostano sul piano geopolitico globale. L'incontro tra Trump e Xi e la telefonata tra USA e Iran potrebbero cambiare il premio per il rischio nelle prossime ore. Il messaggio di oggi è chiaro: con i tassi a lungo termine tornati ai livelli del 2007, l'entusiasmo deve fare i conti con la realtà.


Wall Street ha capito che i soldi non torneranno a costare poco tanto facilmente. Forse gli investitori avevano solo bisogno di una scusa per incassare i profitti.


Articolo redatto da Paola Bernasconi, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.

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Articolo del 24/09/2026


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