
23/06/2025
Il prezzo di Bitcoin è scivolato inaspettatamente sotto la soglia dei 100.000 Dollari USA durante il fine settimana, una situazione che non si vedeva da quasi due mesi. Questa discesa ha sorpreso molti, poiché il mercato sembrava aver reagito in modo eccessivo a voci e timori che, con la riapertura delle borse tradizionali, si sono rivelati meno concreti del previsto. Oggi, infatti, la criptovaluta è tornata ampiamente sopra quel livello cruciale.
Venerdì il prezzo di Bitcoin si attestava intorno ai 105.000 Dollari USA, in un clima di relativa stabilità. C'è stato un breve tentativo di salita, che ha portato il prezzo poco oltre i 106.500 Dollari USA, quasi a voler rompere l'andamento tranquillo.
Ma quel tentativo non ha avuto successo, e subito dopo la direzione è cambiata: il prezzo ha iniziato a scendere. Quel mancato slancio ha forse innescato una piccola ondata di incertezza, che ha alimentato la pressione di vendita, spingendo il prezzo sotto i 103.500 Dollari USA.
La calma apparente è durata fino a sabato, quando hanno iniziato a circolare ipotesi su un possibile coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel conflitto tra Israele e Iran.
Con i mercati finanziari tradizionali chiusi per il fine settimana, solo i mercati crypto hanno potuto reagire immediatamente alla diffusione di queste voci. In un primo momento, il prezzo di Bitcoin è sceso fino a 101.000 Dollari USA. Quando poi si è diffusa la notizia (poi ridimensionata o smentita) di un bombardamento statunitense su siti nucleari iraniani, la pressione ribassista su BTC è aumentata drasticamente. Questo ha provocato due distinti eventi di liquidazioni forzate di posizioni lunghe aperte con leva.
La prima ondata di chiusure forzate ha spinto il prezzo a 100.000 Dollari USA. Meno di un'ora dopo, una seconda serie di liquidazioni ha portato il prezzo sotto i 99.000 Dollari USA. Si è verificata anche una terza scarica circa quattro ore più tardi, ma questa volta il prezzo non è sceso sotto i 98.000 Dollari USA.
Il mancato sfondamento del supporto a 98.000 Dollari USA, combinato con la fine della sequenza di liquidazioni, ha permesso un primo, seppur piccolo, rimbalzo: il prezzo di BTC è tornato sopra i 99.000 Dollari USA proprio mentre riaprivano le borse tradizionali.
L'origine della discesa si trova probabilmente in un errore di valutazione commesso dai mercati crypto durante le ore di chiusura di Wall Street e degli altri mercati maggiori. Si era diffusa l'idea che un intervento diretto degli Stati Uniti a sostegno di Israele contro l'Iran avrebbe generato un'ondata di paura sui mercati globali.
Questa paura, si credeva, avrebbe spinto ingenti capitali verso asset considerati più sicuri, come l'oro o il Dollaro USA. La preoccupazione maggiore era legata alle dichiarazioni dell'Iran sullo Strait di Hormuz, un passaggio marittimo cruciale dal Golfo Persico all'Oceano Indiano. Attraverso quello stretto transita circa il 20% del petrolio greggio mondiale, e una sua eventuale chiusura avrebbe potuto innescare uno shock energetico globale.
Tutto questo scenario ha portato molti investitori nel settore crypto a temere un forte apprezzamento dell'indice del Dollaro USA (il DXY) alla riapertura delle borse. Dato che il prezzo di Bitcoin tende a muoversi in direzione opposta rispetto al DXY nel medio termine, la previsione era che BTC fosse destinato a scendere significativamente, ben al di sotto dei 100.000 Dollari USA.
Ma già nel corso della giornata di ieri si stava comprendendo che le minacce dell'Iran sulla chiusura dello Strait di Hormuz avevano un carattere più propagandistico che una base concreta.
Del resto, quasi la metà del greggio che passa per quello stretto è destinato alla Cina, e l'Iran difficilmente, in questa delicata fase, avrebbe voluto inimicarsi anche il colosso asiatico. E infatti, con l'apertura delle borse tradizionali durante la notte, il DXY è salito solo leggermente, riportandosi appena sopra i 99 punti. A quel punto, i mercati crypto hanno dovuto riconoscere di aver sovrastimato il rischio. Vale la pena ricordare che, nel fine settimana, l'attività sui mercati crypto è dominata in gran parte dagli operatori retail, i quali spesso reagiscono più per impulso emotivo che per analisi razionale, portando a valutazioni errate.
Appena i mercati tradizionali hanno riaperto, il prezzo di Bitcoin ha rapidamente recuperato, tornando sopra i 100.000 Dollari USA. In seguito, la risalita è continuata, superando anche i 101.000 Dollari USA e puntando verso i 102.000 Dollari USA. Il prezzo è ancora leggermente inferiore ai 104.000 Dollari USA di venerdì, ma la differenza non è sostanziale.
Va notato, però, che una certa dose di inquietudine è rimasta latente nei mercati crypto. Questo è visibile, ad esempio, nell'indice della stagione delle altcoin, che è tornato su livelli molto bassi. Quando il sentiment sui mercati crypto peggiora, si assiste tipicamente a una fuga dalle altcoin, mentre Bitcoin riesce a resistere meglio all'impatto. Questo comportamento fa precipitare l'indice e conferma che, al momento, la prudenza domina ancora, anche se è maggiormente concentrata sulle criptovalute minori. Certo, una minima preoccupazione si percepisce anche sul mercato di Bitcoin, ma in questa fase sembra davvero poco rilevante. Il livello attuale del prezzo è comunque solo un 9% circa al di sotto dei massimi assoluti toccati il mese scorso.
Articolo del 23/06/2025

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