La banca ha intrapreso azioni legali, presentando un ricorso al TAR, per tutelare la posizione del proprio CDA e della società stessa. Nonostante la complessità della situazione attuale, Unicredit ribadisce con forza che il proprio percorso di crescita non dipende esclusivamente dalle fusioni e acquisizioni. La strategia di trasformazione interna, ben definita e disciplinata, rappresenta la vera base del futuro del gruppo. L'orizzonte per la banca appare luminoso, con o senza operazioni di M&A.
Intanto, dall'altra parte della barricata, Banco BPM osserva e si prepara a ogni scenario. Il presidente, Massimo Tononi, ha chiarito la posizione della banca: se l'offerta di Unicredit non dovesse andare in porto, il terzo polo bancario italiano valuterà altre opzioni sul mercato. Attualmente, la banca è soggetta alle limitazioni imposte dalla "passivity rule" dovuta all'offerta in corso. Ma se questa condizione venisse meno, la banca tornerà a guardarsi intorno. Tra le possibili candidate per future operazioni, spunta il nome di MPS.
Ciononostante, ogni commento in tal senso è considerato prematuro, vista la situazione attuale di forte impegno di MPS in altre dinamiche.

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Articolo del 23/06/2025
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