HCOB PMI Flash Eurozona: l'economia in lieve ripresa a gennaio

HCOB PMI Flash Eurozona: l'economia in lieve ripresa a gennaio

23/01/2026

Il nuovo anno si apre con un segnale di resilienza per le imprese del vecchio continente. La performance economica dell'eurozona ha confermato a gennaio una tendenza espansiva che dura ormai da tredici mesi, sostenuta da un rinnovato vigore della domanda interna. L'indice HCOB PMI Flash Composito della produzione, monitorato da S&P Global, si è attestato a 51.5 punti, mantenendo lo stesso livello di dicembre. Il dato riflette una crescita costante, sebbene il ritmo dell'espansione risulti il più contenuto registrato dallo scorso settembre. Le imprese guardano al futuro con un ottimismo che ha raggiunto il picco massimo degli ultimi venti mesi, segno che le strategie di investimento a lungo termine stanno prendendo corpo nonostante le incertezze globali.


La dinamica interna ai settori mostra un PMI manifatturiero che torna finalmente a sorridere. Dopo una breve contrazione avvenuta alla fine del 2025, la produzione industriale è rientrata in territorio positivo. Anche il comparto dei servizi continua a crescere, ma con una velocità leggermente ridotta rispetto ai mesi precedenti. A trainare questa fase è stata soprattutto la Germania, che ha toccato i livelli di attività più alti da ottobre, compensando la debolezza della Francia dove si è osservato il primo calo della produzione dell'ultimo trimestre. Questo squilibrio geografico definisce una mappa economica a due velocità, dove la capacità di attrarre nuovi ordini fa la differenza tra espansione e stagnazione.

Un elemento di riflessione arriva però dal fronte del lavoro. Per la prima volta negli ultimi quattro mesi, l'occupazione manifatturiera e quella dei servizi hanno subito una battuta d'arresto complessiva. Il calo degli organici è stato trainato quasi interamente dal mercato tedesco, che ha registrato tagli al personale di un'entità che non si vedeva dal 2009, se si esclude il periodo della pandemia.


Mentre in Francia e nel resto dell'area euro i posti di lavoro sono aumentati, il dato aggregato segnala una prudenza nelle assunzioni legata alla necessità di smaltire gli ordini arretrati, che sono diminuiti in modo significativo. Ecco i punti salienti rilevati dall'indagine:

- la produzione del settore privato segna il tredicesimo mese di crescita consecutivo;

- l'ottimismo delle imprese per i prossimi dodici mesi raggiunge i massimi da quasi due anni;

- la Germania accelera nell'attività ma taglia drasticamente i posti di lavoro;

- il settore manifatturiero torna a espandersi dopo il calo di fine anno;

- i tempi di consegna dei fornitori continuano ad allungarsi sensibilmente.

Sul fronte della stabilità monetaria, i segnali sono meno rassicuranti. L'inflazione dei prezzi di acquisto ha subito un'accelerazione per il terzo mese di fila, toccando i valori più alti dell'ultimo anno. Questa pressione sui costi è stata particolarmente evidente nelle fabbriche, dove le materie prime iniziano a pesare maggiormente sui bilanci aziendali.


Di riflesso, i prezzi di vendita nel terziario sono aumentati con una forza che non si percepiva da aprile 2024. Se le industrie manifatturiere riescono ancora a contenere i listini per i clienti finali, le aziende di servizi stanno trasferendo i rincari con maggiore decisione. In questo contesto, l'Eurozona si trova a gestire una crescita che, pur essendo solida, deve fare i conti con una fiammata dei costi operativi che potrebbe condizionare le prossime decisioni di politica economica.

Le aziende non sembrano però spaventate dal rincaro dei prezzi e mantengono una visione positiva sulla produzione futura. Il morale nel settore manifatturiero è ai massimi da quasi quattro anni, un dato che suggerisce una forte fiducia nei piani di ripresa industriale. Nonostante le difficoltà logistiche e l'allungamento dei tempi di consegna, la capacità del sistema economico di generare valore resta intatta. La crescita dei nuovi ordini, pur essendo modesta, garantisce una base di lavoro per i mesi a venire. La performance economica dell'eurozona nel 2026 dipenderà dunque dalla capacità della Germania di stabilizzare il proprio mercato del lavoro e dalla velocità con cui la Francia riuscirà a invertire la rotta dei propri ordinativi.


Secondo Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso Hamburg Commercial Bank, "La ripresa appare ancora piuttosto fragile. L’indicatore principale del PMI, nel manifatturiero continua ad indicare debolezza, e nel terziario mostra un’espansione ma un po’ più debole del mese scorso. La crescita economica complessiva resta invariata. In merito alle previsioni future, il basso incremento dei nuovi ordini non rappresenta certamente un punto di svolta. Al contrario, l’inizio del nuovo anno indica un andamento che si protrarrà nei prossimi mesi. Per la BCE, questi risultati non sono certamente rassicuranti. L’inflazione del terziario, che la banca centrale monitora particolarmente da vicino, ha considerevolmente aumentato i prezzi di vendita. Anche l’inflazione dei costi resta un problema, eppure ha segnato un’accelerazione più debole dell’inflazione dei prezzi di vendita. Come risultato, i membri BCE vedranno confermato il loro convincimento a tenere fermo il valore attuale dei tassi. Alcuni tra quelli più aggressivi potrebbero persino considerare una prossima mossa al rialzo piuttosto che al ribasso.


Se si mettono le nazioni a confronto, l’attività terziaria tedesca a gennaio è aumentata a tasso abbastanza forte, mentre il settore terziario francese è scivolato in contrazione. Questo può essere collegato alle difficoltà politiche nel finalizzare il bilancio 2026. Nel manifatturiero, la Francia registra una prestazione lievemente migliore della Germania, ma in entrambe le nazioni la crescita della produzione non ha nulla di entusiasmante. Nel complesso, l’economia della Germania ha iniziato il nuovo anno con un percorso di crescita, mentre la produzione mensile francese con un declino. Se lo scorso anno il tasso di disoccupazione è stato più o meno stabile, l’indebolimento dell’occupazione del terziario e i continui tagli dei posti di lavoro del manifatturiero preannunciano maggiori tassi di disoccupazione nei mesi a venire. Questo suggerisce che l’attuale traiettoria di debole crescita potrebbe non riuscire a mantenere stabile l’occupazione, specialmente con le aziende che continuano a mirare ad uno snellimento, specialmente nell’ottica di utilizzare strumenti quali l’Intelligenza Artificiale
".



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Articolo del 23/01/2026


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