Economia

18/05/2026

Le tensioni nel Golfo e la prova di Nvidia per i mercati globali

Le tensioni nel Golfo e la prova di Nvidia per i mercati globali

Il fumo che si alza dagli impianti nel Medio Oriente e l'attesa febbrile per i risultati di Nvidia stanno ridisegnando gli equilibri dei mercati finanziari globali. Le piazze asiatiche hanno aperto la settimana in affanno, appesantite dai recenti attacchi con droni contro obiettivi strategici negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita. Questa instabilità ha spinto i prezzi del petrolio verso l'alto, mentre i rendimenti obbligazionari toccano vette che non si vedevano da tempo. Sembra quasi che il destino dell'economia mondiale dipenda più da un drone che da un algoritmo, il che è paradossale in un'epoca dominata dall'automazione.


La chiusura quasi totale dello Stretto di Hormuz sta prosciugando le scorte internazionali con una velocità preoccupante. Per questa via d'acqua transita normalmente il 20% del greggio mondiale. Se il blocco dovesse persistere, il Brent potrebbe schizzare a 130 o 140 dollari al barile entro la fine di giugno. Una crisi energetica mondiale prolungata fino al 2027 porterebbe l'inflazione vicino al 10% in Europa e nel Regno Unito, rendendo la recessione globale un destino quasi inevitabile. Il greggio Brent è scambiato a 111,34 dollari, mentre il petrolio USA sale a 107,84 dollari.

Le borse riflettono questo clima di incertezza con perdite diffuse:
- il Nikkei ha perso l'1,1% a Tokyo;
- le azioni coreane sono scese dello 0,1% dopo i recenti record;
- l'indice MSCI Asia-Pacifico ha ceduto lo 0,9%;
- i futures sul Nasdaq segnano un calo dello 0,8%;
- lo S&P 500 scivola dello 0,6% nelle contrattazioni pre-mercato.




I ministri delle finanze del G7 si riuniscono oggi a Parigi per discutere delle forniture di materie prime, ma la coesione del gruppo è messa alla prova dalle forti divergenze geopolitiche. Intanto, negli USA, i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni hanno raggiunto il 4,631%, toccando il massimo da 15 mesi. In Giappone i tassi sui bond hanno raggiunto livelli che non si registravano dal 1996. Il governo nipponico deve emettere nuovo debito per ammortizzare i costi economici legati al conflitto tra USA e Iran.

L'attenzione degli investitori è rivolta alla trimestrale Nvidia prevista per mercoledì. La società deve dimostrare che la corsa all'AI ha basi solide e non è solo un'euforia passeggera. Finora, gran parte della crescita di Wall Street è stata trainata da una manciata di titoli tecnologici. Senza un allargamento della base degli utili, la risalita degli indici potrebbe arrestarsi bruscamente. I dati economici cinesi hanno deluso le aspettative: le vendite al dettaglio sono cresciute solo dello 0,2% ad aprile, contro il 2% previsto.


I giganti della vendita al dettaglio, guidati da Walmart, offriranno questa settimana una panoramica sulla salute dei consumatori. Il costo dell'energia continua a pesare sulle famiglie. Il dollaro americano resta forte, beneficiando della sua natura di bene rifugio e del ruolo degli USA come esportatori netti di energia. Al contrario, l'euro e la sterlina soffrono per l'instabilità politica. L'oro resta stranamente timido a 4.527 dollari l'oncia, non riuscendo ancora a esercitare la sua classica funzione di protezione contro l'inflazione o i rischi geopolitici.

Le minute della Federal Reserve, attese per mercoledì, chiariranno quanto sia forte la pressione per un cambio di rotta verso una politica monetaria neutrale. La possibilità di un rialzo dei tassi entro l'anno è ora quotata al 50%. La crisi energetica mondiale e le tensioni nel Golfo rendono ogni previsione estremamente fragile. La stabilità dei mercati finanziari globali passa per la risoluzione dei conflitti e per la tenuta del settore tecnologico, con la trimestrale Nvidia che fungerà da spartiacque per il sentiment degli investitori.


Economia

Le tensioni nel Golfo e la prova di Nvidia per i mercati globali
Clicca per ingrandire l'immagine


Articolo del 18/05/2026