News

18/05/2026

La verità sui rendimenti delle startup tra Europa e USA: cosa cambia davvero per il venture capital

La verità sui rendimenti delle startup tra Europa e USA: cosa cambia davvero per il venture capital

Non è una questione di profitti o di fallimenti eccellenti. I dati dimostrano che investire in una giovane azienda a Milano o a Parigi porta risultati quasi identici rispetto a San Francisco. Eppure, la percezione collettiva resta ancorata a un vecchio mito di superiorità americana che i numeri smentiscono regolarmente. Le metriche di performance, dai tassi di abbandono ai rendimenti finali, sono praticamente sovrapponibili. La vera frattura risiede altrove, nascosta nei criteri con cui i gestori dei fondi decidono a chi consegnare il capitale per la crescita.


I venture capital europei sembrano soffrire di una sorta di timidezza operativa. Analizzano meno progetti rispetto ai colleghi oltreoceano e questo limita il potenziale del mercato. Mentre un fondo negli USA incontra mediamente 28 team prima di chiudere un accordo, in Europa ci si ferma a 17. È una statistica che colpisce, specialmente se consideriamo che il numero di investitori nel Vecchio Continente è circa il 60% di quello statunitense. Ne consegue che le imprese innovative europee hanno una probabilità tre volte inferiore di sedersi al tavolo delle trattative. Forse è colpa del caffè troppo lungo negli USA che permette più incontri, o forse è solo una diversa fame di opportunità.

Le differenze nei criteri di selezione e nei modelli di business

Le divergenze diventano sostanziali quando si parla di visione strategica e valutazione del rischio. In Europa ci si basa molto sulle attuali condizioni di mercato, procedendo spesso a ritroso dagli obiettivi di partecipazione azionaria.




Al contrario, gli investitori americani preferiscono modelli di business predittivi. Utilizzano flussi di cassa futuri e proiezioni finanziarie per stimare quanto un progetto possa effettivamente diventare globale. Questo approccio trasforma l'investimento in una scommessa matematica sulla scalabilità.

Un recente studio condotto da un consorzio di prestigiose istituzioni, tra cui la POLIMI School of Management, Audencia Business School e la Stockholm School of Economics (SSE), ha messo in luce queste asimmetrie. La ricerca intitolata "Practices of European and American Venture Capitalists: homogeneity and heterogeneity at work" ha coinvolto 611 manager di 396 società. Questi soggetti rappresentano il 55% della capitalizzazione di mercato con 130 miliardi di euro in gestione. I risultati mostrano una curiosa discrepanza di vedute:

- il successo dipende dal team per il 96% degli intervistati in entrambe le regioni.

- il fallimento è attribuito alla squadra nel 92% dei casi.

- il modello di business conta solo per il 43% degli europei.


- il prodotto e il mercato pesano per il 74% e il 68% nelle decisioni americane.

- l'adeguatezza strategica è rilevante solo per il 43% degli investitori europei.

In Europa si cerca ancora l'eroe solitario, il fondatore appassionato e determinato. Negli USA si guarda alla coesione del gruppo e alla struttura organizzativa. Sembra che nel Vecchio Continente si preferisca investire sul cuore, mentre in California si punti tutto sulla macchina.

Il modello di venture capital statunitense, istituito nel 1946 e adottato in Europa negli anni '70, è alla base di entrambi gli ecosistemi”, commenta Massimo Colombo, Professore ordinario di Innovation Economics, Entrepreneurship ed Entrepreneurial Finance alla POLIMI School of Management. “Gli Stati Uniti sono all'avanguardia in termini di maturità e scala degli investimenti, tuttavia i risultati ottenuti in Europa non sono dissimili. Quello che cambia è l’approccio, e questo va tenuto presente perché i tentativi di replicare il modello statunitense, in particolare quello della Silicon Valley, rischiano di trascurare le condizioni locali.


Il rafforzamento degli ecosistemi europei richiede un approccio diverso: un maggior flusso di operazioni in fase iniziale per favorire startup ad alto potenziale, un migliore accesso al capitale in fase avanzata affinché le aziende possano crescere all’interno dell’Europa, e una più forte collaborazione tra gli investitori per massimizzare competenze e reti. Ma non solo: quando si presenta un’idea negli Stati Uniti occorre mettere l’accento sulla forza del modello di business, sulle dimensioni dell’opportunità e su proiezioni finanziarie credibili. In Europa, invece, si considera molto la persona che sta dietro al progetto, quindi passione, impegno ed esperienza sono prioritarie rispetto a valutazioni realistiche sulla possibilità di scalare rapidamente il business
”.

Per rafforzare l'ecosistema startup servirebbe quindi un cambio di passo. Occorre un flusso maggiore di operazioni nelle fasi iniziali e un accesso semplificato al capitale quando le aziende devono scalare. La collaborazione tra investitori è un altro punto critico. Se negli USA si creano sindacati per distribuire il rischio e raccogliere più denaro, in Europa lo si fa per scambiare competenze e reti di contatti.


È una differenza sottile ma indicativa di una diversa percezione del valore.

Ciononostante, non tutto è frammentato. Le strutture contrattuali mostrano un allineamento crescente che facilita la vita ai fondatori transnazionali. Alcuni strumenti sono ormai standardizzati:

- i diritti pro rata sono adottati nell'80% dei casi.

- le clausole anti-diluizione sono diventate la norma.

- la presenza degli investitori nei consigli di amministrazione è costante.

Questi elementi creano una base prevedibile per le trattative globali. Resta però il fatto che il venture capital europeo continua a guardare al presente con prudenza, mentre quello americano scommette sul domani con calcolatrice alla mano. I rendimenti dicono che entrambi hanno ragione, ma il volume degli investimenti suggerisce che gli USA abbiano capito meglio come trasformare un'idea in un impero. Forse basterebbe smettere di cercare il fondatore perfetto e iniziare a guardare con più attenzione ai flussi di cassa e alle AI applicate all'eCommerce.


News

La verità sui rendimenti delle startup tra Europa e USA: cosa cambia davvero per il venture capital
Clicca per ingrandire l'immagine


Articolo del 18/05/2026