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18/05/2026

A marzo sorpresa della bilancia commerciale italiana tra metalli e navi: ecco chi traina il mercato

A marzo sorpresa della bilancia commerciale italiana tra metalli e navi: ecco chi traina il mercato

I dati diffusi da ISTAT relativi a marzo 2026 descrivono una bilancia commerciale italiana in decisa salute, spinta da ordini consistenti che arrivano dai mercati esteri. Il merito di questo scatto va cercato nelle grandi commesse della cantieristica navale, un comparto che ha dato una scossa ai numeri complessivi. Senza queste vendite eccezionali, l'incremento congiunturale delle esportazioni si fermerebbe comunque a un solido +2,8%. La dinamica del commercio estero appare vivace, con le imprese che riescono a piazzare i propri beni con successo, specialmente nel settore dei metalli di base.


A quanto pare, in Svizzera hanno deciso di accumulare metalli come se fossero riserve auree, visto che l'export verso Berna ha registrato picchi quasi inverosimili.

Nel primo trimestre dell'anno, la crescita commercio estero 2026 segna un +1,3% per le vendite e un valore sostanzialmente piatto per gli acquisti. L'avanzo commerciale complessivo tocca la quota di +10,8 miliardi di euro, un risultato che supera i 8,9 miliardi registrati nello stesso periodo dell'anno precedente. Questo tesoretto deriva interamente dai rapporti commerciali con i Paesi extra UE, confermando la capacità delle aziende italiane di guardare lontano. La crescita dell'export a marzo si attesta al 7,4% in valore, mentre il volume fisico delle merci spedite sale del 4,2%. Se analizziamo la provenienza della domanda, il mercato europeo si dimostra più affamato di quello globale: le vendite verso l'area UE salgono del 9,6%, contro il +5,1% registrato oltre i confini dell'unione. Le importazioni non restano a guardare e segnano un +8,0% in valore, trainate da acquisti massicci di metalli, automobili e componenti elettroniche.




I settori che hanno maggiormente spinto la corsa dell'export su base annua sono:

- metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+38,6%);

- coke e prodotti petroliferi raffinati (+55,0%);

- autoveicoli (+15,8%);

- computer, apparecchi elettronici e ottici (+17,5%);

- articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+4,6%).

Si osserva un calo per i mezzi di trasporto che non rientrano nella categoria degli autoveicoli, che perdono l'8,6%. La Svizzera si conferma il partner più dinamico con un incredibile +84,6% di crescita nelle forniture nazionali ricevute. Risultati positivi arrivano pure dalla Francia, che cresce del 9,2%, e dalla Germania con un +8,0%. Anche la Spagna e la Cina mostrano segni di espansione, rispettivamente del 12,6% e del 23,9%. Al contrario, le rotte verso i Paesi OPEC subiscono una brusca frenata del 42,9%, seguite da flessioni in Turchia e nell'area MERCOSUR.


Analisi dei prezzi e della dinamica energetica

Sul fronte dei costi, i prezzi all'importazione di energia e beni intermedi tornano a farsi sentire con prepotenza. A marzo 2026 si è verificato un rincaro del 2,5% su base mensile, un movimento che interrompe una fase di calo dei prezzi che durava da circa un anno. Su base annua la variazione è minima, un timido +0,1%, ma il segnale di inversione di tendenza è chiaro per chi osserva i listini delle materie prime. Il surplus commerciale di marzo rimane solido a quota 4.709 milioni di euro, specchio fedele di quello registrato dodici mesi prima. Il deficit energetico pesa sulle casse nazionali per 3.934 milioni di euro, una cifra che ricalca quasi perfettamente i 3.902 milioni di marzo 2025. Nondimeno, l'avanzo ottenuto con i prodotti non energetici raggiunge gli 8.643 milioni di euro. I flussi di scambio trimestrali confermano questa fase di espansione: tra gennaio e marzo l'export è salito del 4,0% rispetto al trimestre precedente, mentre l'import è cresciuto del 2,3%.


La bilancia commerciale italiana beneficia ancora una volta della forza produttiva dei distretti industriali, specialmente quelli legati alla trasformazione dei metalli che hanno compensato la debolezza di altri segmenti della logistica pesante.

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Articolo del 18/05/2026