Il dollaro USA, considerato un bene rifugio in tempi incerti, ha mostrato una notevole forza. I futures azionari anticipavano un'apertura prevalentemente in ribasso anche per i mercati europei. Il prezzo del petrolio, dopo il forte aumento della sessione precedente (che aveva superato il 4%), ha invece trovato un po' di stabilità.
Lo scenario globale, carico di tensioni e incertezze economiche, rende la strada della Federal Reserve particolarmente complessa. Il presidente Jerome Powell e i suoi collaboratori si trovano di fronte a scelte delicate in vista della prossima decisione di politica monetaria. L'attenzione maggiore è rivolta al nuovo "Summary of Economic Projections" (SEP), che fornirà indicazioni sulle prospettive della banca centrale. Al momento, i mercati scontano ancora due tagli tassi entro dicembre. Questa previsione potrebbe però mutare rapidamente se il tono di Powell si rivelasse più restrittivo ("hawkish") durante la conferenza stampa. Le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha chiesto la resa incondizionata dell'Iran e ha suggerito una postura più aggressiva, contribuiscono ad alimentare le preoccupazioni per un potenziale maggiore coinvolgimento degli USA, con possibili riflessi sull'economia e quindi sulle scelte della Fed.
Intanto, in attesa delle decisioni della Federal Reserve, si guarda anche ai dati sull'inflazione nel Regno Unito, in arrivo oggi. Ci si attende un leggero rallentamento dei prezzi al consumo per maggio, dopo l'accelerazione inattesa di aprile. L'inflazione britannica ha infatti raggiunto un tasso annuo del 3,5% ad aprile, in netta salita rispetto al 2,6% registrato a marzo. Questo dato precede la decisione di politica monetaria della Bank of England, attesa per domani. L'aspettativa prevalente è che la banca centrale mantenga i tassi fermi. Nondimeno, gli investitori cercheranno segnali che indichino se un'economia che rallenta e una crescita dei salari più debole possano portare a un'accelerazione nel ciclo di allentamento monetario. Un'importante associazione imprenditoriale britannica ha rivisto al ribasso le sue stime di crescita economica per il 2025 e gli anni successivi. Questo taglio delle previsioni è attribuito ai venti contrari generati dalle tariffe imposte da Trump e a un aumento delle imposte sui salari.

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Articolo del 18/06/2025
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