Un simile annuncio ha inevitabilmente generato un'onda di cautela, dopo che anche il Brasile aveva visto imporsi un dazio del 50% e l'Unione Europea si stava preparando a un possibile annuncio di nuove tariffe da parte dell'ex presidente. Era chiaro che il mercato avesse forse sottovalutato la persistenza della questione dazi, trovandosi ora a fare i conti con un ritorno di incertezza. Al termine della seduta, l'indice S&P 500 ha registrato un ribasso dello 0,33%, attestandosi a 6.259,75 punti. Anche il Nasdaq ha ceduto lo 0,22%, chiudendo a 20.585,53 punti, mentre il Dow Jones Industrial Average ha segnato un calo più marcato, dello 0,63%, arrivando a 44.371,51 punti. Il volume degli scambi sulle borse statunitensi è risultato relativamente contenuto, con 15,4 miliardi di azioni negoziate, a fronte di una media di 18,3 miliardi registrata nelle precedenti venti sessioni. Per l'intera settimana, l'S&P 500 ha registrato un calo dello 0,3%, il Dow Jones Industrial Average ha perso circa l'1%, e il Nasdaq è scivolato dello 0,1%.
Nonostante questi ribassi settimanali, l'S&P 500 mantiene ancora un progresso di circa il 6% dall'inizio del 2025. Nel frattempo, gli investitori inizieranno a concentrare la loro attenzione sulla prossima stagione delle trimestrali, in programma per il secondo trimestre, cercando di capire come la politica tariffaria, altalenante, di Donald Trump stia influenzando le principali aziende statunitensi. Tra le società di spicco che presenteranno i loro risultati la prossima settimana, figurano JPMorgan, Netflix e Johnson & Johnson. Le aspettative indicano che le aziende dell'S&P 500 potrebbero vedere un aumento degli utili del 5,7% su base annua per il secondo trimestre, con notevoli guadagni previsti per le società tecnologiche e un calo dei profitti nei settori dell'energia, dei beni di consumo di base e dei beni di consumo discrezionali. È possibile che gran parte del secondo trimestre sia stata segnata da questioni legate a tariffe e commercio, causando qualche dislocazione negli utili previsti.
In un panorama di generale debolezza, alcune azioni hanno comunque brillato. Il titolo Nvidia ha segnato un rialzo dello 0,5%, toccando un nuovo massimo storico e portando la sua capitalizzazione di mercato a 4.020 miliardi di dollari. Le aziende produttrici di droni AeroVironment e Kratos Defense & Security Solutions hanno registrato un balzo di circa l'11% dopo che il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha ordinato un'accelerazione nella produzione e nel dispiegamento di droni. Anche Levi Strauss & Co ha visto le sue azioni salire dell'11%, dopo aver migliorato le previsioni di ricavi e utili annuali e superato le stime trimestrali. Un altro segnale positivo è arrivato da Kraft Heinz, che ha chiuso la giornata con un aumento del 2,5%, in seguito alle indiscrezioni che la società si starebbe preparando a una scissione per affrontare la persistente debolezza della domanda per i suoi marchi a prezzo più elevato. Nonostante queste note positive, il quadro generale del mercato è stato dominato dalle vendite.
Le azioni in ribasso hanno superato quelle in rialzo con un rapporto di 2,8 a uno sull'intero mercato azionario statunitense. L'S&P 500 ha registrato 12 nuovi massimi e 4 nuovi minimi, mentre il Nasdaq ha visto 58 nuovi massimi e 43 nuovi minimi. Nel frattempo, le azioni di Meta Platforms hanno chiuso in ribasso dell'1,3% dopo che era emersa la notizia che l'azienda è molto improbabile che offra ulteriori modifiche al suo modello "paga o acconsenti", aumentando il rischio di nuove accuse antitrust da parte dell'Unione Europea e di salate multe giornaliere.

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Articolo del 12/07/2025
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