La ricchezza prodotta direttamente dalle 253.599 imprese del settore ammonta a 78,9 miliardi di euro, a cui si somma l'effetto volano generato sul resto dell'economia.
Il valore aggiunto e la spinta occupazionale delle filiere marittime
La crescita del settore marittimo viaggia a una velocità doppia rispetto alla media nazionale. Il valore aggiunto diretto è aumentato del 3,8%, superando nettamente il modesto +2,1% registrato dal resto dell'economia italiana. Questo dinamismo si riflette con vigore sul mercato del lavoro, dove gli occupati sono saliti a quota 1.133.949. L'incremento occupazionale del 4,2% è quasi il triplo della media del Paese, un segnale inequivocabile di quanto le filiere marittime siano centrali per la stabilità sociale. Il meccanismo economico è oliato da un moltiplicatore stabile a 1,8: ogni singolo euro speso direttamente nel mare ne attiva quasi altri due nei settori collegati. L'analisi condotta da OsserMare, Centro Studi Tagliacarne, Unioncamere e Informare mette in luce un sistema integrato che comprende diverse realtà:
- ittica e cantieristica;
- servizi di alloggio e ristorazione;
- attività sportive e ricreative;
- industria delle estrazioni marine;
- movimentazione di merci e passeggeri via mare.
La nuova edizione del rapporto, presentata a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy durante il Blue Forum 2026, ha introdotto un focus specifico sulle competenze digitali e sulla transizione ecologica. Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha sottolineato la rilevanza strategica di questi numeri: "La Blue Economy non è più un settore di nicchia ma una leva industriale e occupazionale per l’Italia e per l’Europa. Per il governo il mare è una risorsa di sviluppo centrale per il sistema Paese ed è nostro obiettivo rafforzare la leadership in questo settore per trasformare la centralità in opportunità di crescita per le nostre imprese". Secondo il ministro, i risultati ottenuti sono il frutto di una politica industriale precisa che mira a riportare il Mediterraneo al centro delle rotte energetiche e commerciali globali, specialmente in un momento di instabilità geopolitica.
Il ruolo del Mezzogiorno e la trasformazione dei servizi
Un dato sorprendente riguarda la distribuzione territoriale della ricchezza.
Il Mezzogiorno sta assumendo un ruolo di primo piano, con un incremento del valore aggiunto della filiera blu che nel 2024 è stato tre volte superiore a quello dei beni e servizi complessivi. Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, ha evidenziato questo cambio di passo: "il dinamismo dell’economia del mare è sempre più collegato alla crescita del Mezzogiorno: nel 2024 l’incremento del valore aggiunto della filiera è stato al Sud di tre volte quello registrato dal complesso dei beni e servizi (11,0% contro 3,4%)". Oggi il Sud produce quasi un terzo dell'intera Blue Economy italiana, una quota molto più alta rispetto al suo peso sull'economia generale. Anche la struttura interna del settore è cambiata profondamente negli ultimi dieci anni. Se nel 2014 il turismo e il trasporto pesavano per meno della metà, oggi questi servizi rappresentano circa il 55% del valore aggiunto totale. Andrea Prete, presidente di Unioncamere, ha osservato come la filiera sia diventata una vera leva di politica industriale poiché unisce logistica, manifattura e infrastrutture.
Il sistema camerale si impegna a sostenere le imprese in questo percorso di innovazione. Giovanni Acampora, presidente di Assonautica Italiana e della Camera di Commercio Frosinone Latina, ha ribadito che il rapporto è ormai lo strumento principale per comprendere un sistema economico capace di generare valore per l'intera nazione. Antonello Testa, coordinatore di OsserMare, ha concluso spiegando che la sfida attuale non è solo contare le imprese, ma capire i cambiamenti per trasformarli in investimenti certi. Il mare italiano non è più solo una distesa d'acqua per turisti scottati dal sole, ma la colonna vertebrale della nostra resilienza finanziaria.
Economia

Clicca per ingrandire l'immagine
Articolo del 09/07/2026