

Le tensioni geopolitiche, nel frattempo, spingono i prezzi del petrolio ai massimi delle ultime due settimane, e i titoli delle società di difesa globali sono favoriti dalla richiesta di un massiccio aumento della spesa militare avanzata da Trump. La sentenza sulla validità dei dazi rischia seriamente di catalizzare un’ondata di volatilità dopo che queste ampie tariffe avevano già scosso i mercati l'anno scorso. È importante notare, comunque, che i mercati avevano assorbito rapidamente lo shock iniziale, spingendo gli asset di rischio al rialzo. L'aspettativa che la Corte possa bocciare le tariffe è aumentata dopo le argomentazioni ascoltate a novembre, quando sia i giudici di orientamento conservatore sia quelli liberali hanno espresso dubbi sulla possibilità che l'International Emergency Economic Powers Act del 1977 desse a Trump l'autorità per imporre tali dazi. Se la Corte dovesse annullare le misure, si profilerebbe all'orizzonte una disputa sulla restituzione di circa 150 miliardi di dollari in dazi già versati dagli importatori al governo degli Stati Uniti. Inoltre, l'incertezza si estende agli accordi commerciali siglati con grande clamore lo scorso anno.
Prima che la decisione legale arrivi, gli operatori finanziari riceveranno il quadro più chiaro sullo stato di salute del mercato del lavoro statunitense con la pubblicazione del rapporto sull'occupazione di dicembre. Questo dato, tuttavia, potrebbe non essere sufficiente ad attenuare le preoccupazioni degli investitori sulla traiettoria futura dei tassi di interesse. Attualmente i mercati finanziari scommettono su due tagli dei tassi per quest'anno, mentre la Federal Reserve (FED), profondamente divisa al suo interno, ha indicato un solo taglio. La gran parte dei trader si aspetta che la FED non intervenga sui tassi alla fine di questo mese. La comprensione della dinamica della politica monetaria FED B2B è cruciale per la pianificazione aziendale. Il rapporto di dicembre illuminerà come il mercato del lavoro sia rimasto bloccato in quella che economisti e policymakers hanno definito una modalità di "né assumi, né licenzi". Passando al fronte delle notizie aziendali, si profila un potenziale mega-accordo nel settore minerario. Rio Tinto e Glencore hanno confermato di essere in trattative per un'intesa che potrebbe portare alla nascita della più grande compagnia mineraria del mondo, con una capitalizzazione di mercato complessiva prossima ai 207 miliardi di dollari.
La Fusione mineraria Rio Tinto Glencore è un evento atteso. Le aziende hanno comunicato che l'aspettativa è di un'acquisizione con pagamento interamente in azioni di "alcune o tutte" le attività di Glencore da parte di Rio Tinto. Pochissimi dettagli sono stati resi noti sull'operazione.

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