Il sogno di radicare questa eccellenza in Italia passa per una sfida che unisce visione industriale e ostacoli burocratici. Nico Losito, general manager di IBM Italia, guarda con attenzione al progetto di un distretto dedicato a Salerno. L'idea è quella di creare un centro di ricerca di alta qualità capace di dialogare con il tessuto imprenditoriale nazionale, seguendo l'esempio di quanto già avviene in Germania e nei Paesi Baschi.
Portare una tecnologia così sofisticata in un sistema dove a volte sembra difficile persino ottenere una firma digitale in tempi umani ha un che di eroico. Losito evidenzia come il percorso sia rallentato da una sensibilità istituzionale ancora tiepida, che spesso porta a confondere il quantum computing con il calcolo ad alte prestazioni, noto come HPC. Questa sovrapposizione concettuale rischia di frenare la comprensione di una rivoluzione che cambierà radicalmente la gestione della sicurezza informatica.
La preoccupazione non riguarda solo la velocità di calcolo, ma la tenuta dei sistemi di protezione attuali. La potenza quantistica permetterà di superare gli algoritmi crittografici che oggi consideriamo inviolabili.
Per rispondere a questa minaccia, il colosso americano sta già lavorando a soluzioni di sicurezza quantum safe. La collaborazione coinvolge le principali banche e assicurazioni italiane, che si interfacciano con il centro di ricerca di Zurigo. Non è un caso che questo team sia guidato da ricercatori italiani, a dimostrazione che il talento nostrano sa essere protagonista quando trova il giusto ecosistema.
Infrastrutture cloud ibrido e AI per imprese nel mercato nazionale
Oltre alla frontiera quantistica, la strategia per il mercato enterprise si concentra su strumenti immediatamente pronti all'uso. L'obiettivo è estendere l'adozione dell'AI e del cloud in versione hybrid anche alle medie imprese italiane, semplificando processi che spesso appaiono troppo complessi. Diventare una AI first company richiede un cambio di mentalità basato su tre pilastri: agilità, velocità ed efficacia.
I risultati ottenuti internamente da IBM attraverso la sperimentazione diretta raccontano una storia di successo economico: - efficienze in termini di produttività per 4,5 miliardi di dollari; - ottimizzazione della catena di fornitura globale; - gestione trasparente dei modelli di linguaggio; - riduzione dei costi operativi nelle infrastrutture; - accelerazione dei tempi di risposta per il mercato B2B.
Ciononostante, si nota un distacco tra le ambizioni dei vertici aziendali e i ritmi di implementazione reale. Sebbene gran parte dei CEO a livello globale sia convinta dell'impatto decisivo dell'intelligenza artificiale sul business, solo il 10% sta effettivamente convertendo questa tecnologia in un aumento diretto dei ricavi. Entro il 2030 la stragrande maggioranza dei leader prevede che l'AI guiderà la crescita del fatturato, eppure la strada per comprendere dove e come applicarla rimane ancora poco illuminata.
Il ruolo di chi guida l'innovazione tecnologica deve quindi essere quello di facilitatore. Garantire la sostenibilità degli investimenti significa offrire infrastrutture di cloud ibrido capaci di far girare i modelli nel modo più efficiente possibile. La piattaforma Sovereignty Core risponde a questa esigenza, affrontando il tema della sovranità in modo multidimensionale. Non si parla solo di localizzare i dati per rispettare il GDPR, ma di assicurare il controllo totale sulla tecnologia e sui modelli.
Secondo Losito, questo approccio garantisce "anche la sovranità operativa, quella tecnologica lungo tutta la catena di fornitura delle tecnologie e quella dei modelli di intelligenza artificiale, in termini di trasparenza ed explainability".
Il cammino verso l'efficienza richiede una visione che vada oltre il semplice acquisto di software. Serve una capacità di integrazione che sappia sfruttare l'AI per ottimizzare l'infrastruttura fino all'edge, rendendo ogni punto della rete intelligente e sicuro. L'Italia ha l'opportunità di non essere solo spettatrice di questa trasformazione, ma deve superare quei nodi che impediscono alla ricerca di diventare realtà industriale quotidiana.
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Articolo del 09/07/2026
