- Il WTI è sceso di oltre il 14 %;
- Il Brent ha registrato un calo del 13 %;
- L’indice FTSE MIB è salito del 3,70 % a 47.091 punti;
- Lo spread BTP‑Bund è sceso a 77 punti, rispetto ai 91 di ieri;
- Il Nasdaq ha guadagnato il 3 % mentre Wall Street ha chiuso in rialzo. L’effetto della tregua USA Iran mercato petrolifero è stato particolarmente evidente a Milano, dove Piazza Affari ha registrato un avvio di giornata positivo. L’indice FTSE MIB ha chiuso in forte rialzo, spinto dall’ottimismo per la tregua che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il ministro iraniano Araghchi ha dichiarato: “Ok a apertura Hormuz”, segnalando la disponibilità di Teheran a consentire il transito navale. L’impatto tregua sui prezzi del petrolio si è tradotto in un ritorno sotto i 100 dollari, una soglia psicologica che ha influenzato anche i mercati valutari. L’euro ha rafforzato la propria posizione contro il dollaro, mentre l’oro ha recuperato terreno grazie alla diminuzione del rischio geopolitico.
Anche le valute asiatiche, tra cui il yen e il won, hanno mostrato segni di ripresa nella sessione di apertura, riflettendo la pressione al ribasso sul prezzo del greggio. Sul fronte obbligazionario, il calo dello spread tra BTP e Bund ha evidenziato la capacità dei titoli di Stato italiani di sovraperformare quelli tedeschi, grazie al miglioramento del sentiment di mercato. Il differenziale di rendimento è sceso a 77 punti, indicando una maggiore fiducia degli investitori nei titoli sovrani italiani rispetto alla scorsa chiusura. Il panorama complessivo suggerisce che, finché la riapertura dello Stretto di Hormuz rimarrà garantita, gli operatori continueranno a monitorare attentamente le evoluzioni della tregua. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il tregua USA Iran mercato petrolifero potrà trasformarsi in un accordo più stabile e ridurre ulteriormente la volatilità dei prezzi energetici.
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Articolo del 08/04/2026