La scintilla che ha innescato il rally proviene da Washington: secondo fonti vicine alla Casa Bianca, un memorandum d'intesa di una sola pagina potrebbe mettere fine alle tensioni in Medio Oriente. Teheran ha ora 48 ore per rispondere su alcuni punti decisivi. Certo, la diplomazia ha i suoi tempi, spesso biblici, ma gli investitori sembrano avere molta più fretta dei negoziatori.
Questa distensione geopolitica ha colpito duramente il prezzo del petrolio, sceso bruscamente sotto i 100 dollari al barile. Il Light Sweet Crude Oil lascia sul terreno il 6,64% attestandosi a quota 95,48 dollari. Se da un lato il calo del greggio favorisce le prospettive sugli investimenti B2B e riduce i costi per le imprese, dall'altro pesa come un macigno sui titoli energetici di Piazza Affari. ENI chiude infatti la sessione con una perdita del 4,15%, seguita da Tenaris e Saipem.
La Piazza Affari performance odierna resta comunque eccezionale, con il FTSE MIB che guadagna il 2,35%.
Lottomatica guida la carica dei rialzisti grazie a risultati trimestrali che hanno battuto le attese, attirando l'attenzione di chi cerca valore nel settore dei servizi. Anche Amplifon vive una giornata di grazia, spinta dai pareri favorevoli degli analisti e da una trimestrale solida.
Sul versante macroeconomico, i dati arrivati dall'Europa mostrano un quadro a due velocità:
- Lottomatica (+12,71%);
- Amplifon (+12,40%);
- Technogym (+9,95%);
- Webuild (+6,14%);
- Buzzi (+5,75%).
L'indice PMI dei servizi nell'Eurozona è stato corretto verso l'alto, ma non nasconde un rallentamento generale dell'attività economica. In Italia si registra una timida ripresa delle vendite al dettaglio, segnale che i consumi provano a resistere nonostante le incertezze globali. Il rapporto tra euro e dollaro USA si stabilizza a 1,176, mentre l'oro attira capitali con un balzo del 2,96%.
La fiducia nel sistema paese trova conferma nella netta flessione dello spread, che scende a 73 punti base, con il rendimento del BTP a dieci anni che si posiziona al 3,73%.
Nel resto del continente, Parigi svetta con un incremento del 2,94%, seguita da Londra e Francoforte che superano entrambe la soglia del 2%. A Milano il clima resta euforico anche tra le medie capitalizzazioni, dove il FTSE Italia Mid Cap vola oltre il 3%. Non tutti però brindano:
- ENI (-4,15%);
- Ariston Holding (-2,45%);
- Ferretti (-2,08%);
- Tenaris (-1,99%);
- Saipem (-1,29%).
Le vendite hanno colpito anche STMicroelectronics, seppur in modo contenuto. La giornata si chiude con il FTSE Italia All-Share a 52.244 punti, a dimostrazione di una solidità diffusa che coinvolge diversi comparti industriali. La scommessa sulla pace in Medio Oriente ha dato ossigeno ai listini, ma l'attenzione resta altissima sulle prossime mosse diplomatiche tra USA e Iran.
In fondo, il mercato azionario italiano ha dimostrato ancora una volta di saper correre veloce, a patto che le nuvole della geopolitica lascino spazio a un po' di sereno.
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Articolo del 06/05/2026