Economia

06/05/2026

Come il risparmio gestito punta a rianimare l'economia italiana: le strategie dal Salone del Risparmio

Come il risparmio gestito punta a rianimare l'economia italiana: le strategie dal Salone del Risparmio


In una Milano che corre, il mondo della finanza si è fermato a riflettere su come trasformare la prudenza in spinta per il sistema Italia. Il Salone del Risparmio 2026 ha aperto i battenti con una consapevolezza precisa: il tempo dell'attesa è finito. Nonostante le turbolenze geopolitiche e i mercati che oscillano, l'industria del risparmio gestito rivendica un ruolo centrale per traghettare le risorse verso orizzonti più lontani. Oltre 1.600 persone hanno affollato la Sala Gold, forse anche per il piacere di vedere dal vivo così tante cravatte perfettamente annodate in un colpo solo, ascoltando le linee guida dettate dalla presidente di Assogestioni, Maria Luisa Gota, e dal ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.


I numeri di un settore solido e la sfida della liquidità


Il settore ha dimostrato una tenuta invidiabile in una stagione di incertezze globali. Maria Luisa Gota ha aperto i lavori scattando una fotografia nitida dello stato di salute del comparto: “Il 2025 ha registrato una raccolta netta di 38 miliardi e un patrimonio superiore a 2.635 miliardi di euro”. Si tratta di cifre imponenti che confermano un trend positivo anche per i primi mesi dell'anno corrente. Eppure, una parte consistente della ricchezza finanziaria delle famiglie in Europa, circa il 30%, resta immobile sui conti correnti o bloccata in impieghi a breve termine. Questa massa di denaro dormiente rappresenta un potenziale che attende solo di essere attivato per sostenere la crescita nazionale. La capitalizzazione di Piazza Affari è ancora troppo ridotta rispetto al PIL: parliamo di un modesto 48% contro una media globale che sfiora il 70%. Per colmare questo divario, la strategia proposta punta su:

- diffusione della cultura finanziaria tra i risparmiatori;

- nuovi prodotti di previdenza complementare adatti alla maggiore longevità;

- adozione spinta di AI e digitalizzazione nei processi e negli investimenti;

- maggiore apertura verso il mercato dei capitali.




Investimenti e previdenza: il piano per i più giovani


La visione di Assogestioni non si ferma alla gestione del presente ma guarda con decisione al futuro demografico e sociale. Tre sono le direttrici indicate: innovazione tecnologica, integrazione europea e sicurezza previdenziale. Su quest'ultimo punto, Maria Luisa Gota ha espresso apprezzamento per le novità inserite nella Legge di Bilancio 2026. Le risorse destinate al secondo pilastro previdenziale in Italia pesano appena per il 12% del PIL, un dato che sbiadisce di fronte al 150% registrato negli USA. La proposta emersa durante la plenaria è audace: creare una posizione pensionistica per i bambini sostenuta da un contributo pubblico iniziale. Per quanto riguarda l'uso dell'intelligenza artificiale, la dirigente ha chiarito che “sarà essenziale per efficientare i processi e personalizzare il modello di servizio superando la contrapposizione attivo-passivo, ma va adottata con criterio e senza sacrificare il valore fiduciario alla base del rapporto con i clienti”.


Lo Stato e la trasformazione del risparmio in valore pubblico


Il ministro Giancarlo Giorgetti, intervenuto in collegamento video, ha tracciato il confine tra l'accumulo privato e il beneficio collettivo. Se il risparmio è una dote dei singoli, l'investimento è ciò che lo trasforma in un bene per la comunità. La solidità dei conti pubblici resta il binario su cui deve correre la sicurezza economica della nazione. Il governo segue con attenzione i dossier di Bruxelles, in particolare la riforma della vigilanza finanziaria e il ruolo di ESMA. L'obiettivo è costruire un sistema che alleggerisca i pesi burocratici per gli operatori. Giancarlo Giorgetti ha ribadito che la stabilità macroeconomica conquistata dall'Italia permette oggi di avere margini di manovra per proteggere il reddito delle famiglie e la liquidità delle imprese, ma serve un'Europa unita per affrontare la frammentazione dei mercati azionari e i fenomeni di delisting che penalizzano il continente.


Geopolitica e industria: la fine della convenienza


Il dibattito si è poi allargato alle grandi sfide continentali con il contributo di Enrico Letta, Emanuele Orsini e Giampiero Massolo. L'ex premier Enrico Letta ha sottolineato come la Savings and Investments Union (SIU) sia una priorità per mobilitare capitali privati verso l'autonomia strategica dell'Unione Europea. In un mondo dove l'economia è diventata uno strumento di potenza, la sicurezza prevale sulla semplice convenienza economica. Questo cambio di paradigma richiede alle imprese di proteggere le catene di approvvigionamento. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha lanciato un avviso sui costi energetici: se i prezzi del petrolio non scenderanno, il sistema industriale dovrà sostenere un onere aggiuntivo di 21 miliardi di euro. In questo scenario, gli investimenti economia reale diventano l'unica via per sostenere la transizione digitale ed energetica.


I PIR restano uno strumento centrale da valorizzare, poiché hanno già dimostrato di saper canalizzare le risorse verso le aziende che producono valore sul territorio. Il settore del risparmio gestito si trova dunque davanti a un bivio: continuare a gestire l'esistente o diventare il motore di una nuova stagione industriale.

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Articolo del 06/05/2026