Economia

06/08/2026

I mercati asiatici frenano sulla corsa dell'AI e le tensioni nel golfo Persico


I mercati asiatici frenano sulla corsa dell'AI e le tensioni nel golfo Persico

La volatilità estrema sta caratterizzando le ultime sessioni dei mercati finanziari asiatici, dove l'entusiasmo per l'intelligenza artificiale si scontra con la realtà dei bilanci aziendali. Le oscillazioni sono brusche, quasi nervose.

Il KOSPI, ovvero l'indice della borsa di Seul noto per l'alta densità di aziende tecnologiche, ha perso il 4% durante la giornata di giovedì. Questo crollo arriva paradossalmente dopo un balzo di quasi il 6% registrato solo ventiquattro ore prima. Movimenti simili si sono visti a Tokyo, dove il Nikkei ha lasciato sul terreno l'1,6%, annullando parte del consistente recupero precedente.


Taiwan è rimasta immobile, quasi a voler osservare da lontano questa tempesta di cifre e percentuali.

Questa incertezza riflette quanto accaduto a Wall Street, dove colossi come Advanced Micro Devices e SpaceX hanno subito pesanti vendite. Gli investitori iniziano a temere che l'enorme mole di capitali riversata nel settore B2B semiconduttori e nelle infrastrutture per l'AI non generi profitti immediati. Si ha quasi l'impressione che le ali di questa tecnologia siano fatte di cartone pressato: bellissime da vedere finché non piove.

Sul fronte geopolitico la situazione non è più tranquilla, specialmente per quanto riguarda il braccio di ferro tra Stati Uniti e Iran. Circolano indiscrezioni su una possibile intesa tra Teheran e l'Oman per affidare agli iraniani il controllo del traffico marittimo nello Stretto di Ormuz. Si tratta di un punto nevralgico per l'energia mondiale. Donald Trump ha ventilato l'ipotesi di un accordo imminente per sbloccare l'area, ma i funzionari di Washington restano fermi sulla loro posizione: non accetteranno mai che l'Iran gestisca gli accessi a quella via d'acqua.




Il prezzo del petrolio Brent e del greggio americano ne risente solo parzialmente:

- il Brent scambia intorno ai 79,81 dollari con un rialzo dello 0,45%;

- il greggio USA si attesta sui 75,45 dollari crescendo dello 0,31%;

- le riserve strategiche restano sotto osservazione costante;

- i contratti futures segnalano una prudenza diffusa tra gli operatori;

- l'area dei 70 dollari al barile rimane il supporto psicologico principale.

L'attenzione si sposta ora sui dati macroeconomici degli Stati Uniti. Il report ADP sull'occupazione privata ha indicato una crescita più lenta del previsto nel mese di luglio. Eppure, l'indice ISM suggerisce che il settore dei servizi sia ancora solido, benché i costi di produzione stiano salendo. Questo scenario complica i piani della Federal Reserve, poiché l'inflazione potrebbe non scendere così velocemente come sperato dai mercati.

Nella giornata di oggi gli occhi sono puntati sugli ordini industriali in Germania e sulle richieste di sussidi di disoccupazione negli USA.


Resta il fatto che, finché gli investimenti massicci nei data center non mostreranno ritorni tangibili, ogni rialzo dei titoli tecnologici AI rischia di essere un fuoco di paglia. Le previsioni economiche, d'altronde, a volte hanno la stessa precisione di un oroscopo letto durante un terremoto. Per ora, la musica dei mercati sembra più un blues malinconico che il rock trionfale degli scorsi mesi.


Articolo redatto da Francesca Curtone, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.

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Articolo del 06/08/2026