Eurozona: calo inatteso del commercio al dettaglio a dicembre

Eurozona: calo inatteso del commercio al dettaglio a dicembre

L'economia del vecchio continente chiude l'anno con una nota di incertezza che scuote le previsioni più ottimistiche. Secondo le ultime rilevazioni fornite da Eurostat, a dicembre 2025 il volume del commercio al dettaglio in Europa ha subito una flessione dello 0,5% sia nell'eurozona che nell'UE. Questa frenata arriva dopo un timido segnale di crescita registrato a novembre, quando le vendite erano aumentate rispettivamente dello 0,1% e dello 0,2%. Il dato mensile riflette un clima di prudenza da parte dei consumatori, influenzando direttamente le strategie delle imprese impegnate nel B2B e nella distribuzione su larga scala.

Nondimeno, se si allarga l'orizzonte all'intero anno, il quadro appare meno cupo.


Il 2025 si è concluso con un incremento del volume d'affari del 2,3% rispetto all'anno precedente. Guardando al confronto annuale specifico di dicembre, l'indice delle vendite corretto per gli effetti di calendario mostra un segno positivo: +1,3% per i paesi che adottano l'euro e +1,7% per l'intera UE. La dinamica dei consumi sembra quindi seguire un percorso a due velocità, dove la vitalità di lungo periodo deve fare i conti con bruschi rallentamenti congiunturali.

Analizzando i diversi comparti merceologici nell'area dell'euro, emergono tendenze contrastanti:

- alimentari, bevande e tabacco hanno registrato un lieve aumento dello 0,1%;

- i prodotti non alimentari, escluso il carburante, sono crollati dell'1,2%;

- il settore dei carburanti per autotrazione è rimasto stabile presso i negozi specializzati.

Nell'intera UE, la situazione per i beni non alimentari è stata simile, con una diminuzione dello 0,9%. I carburanti hanno invece mostrato un piccolo incremento dello 0,1%, mentre il settore alimentare ha segnato una flessione dello 0,1%.


Questi numeri evidenziano come la spesa discrezionale sia stata la prima a essere sacrificata dalle famiglie europee durante l'ultimo mese dell'anno.

La geografia dei consumi mostra differenze profonde tra i vari stati membri. Alcune nazioni hanno subito perdite pesanti, mentre altre sono riuscite a mantenere un trend positivo nonostante il contesto generale. Le flessioni mensili più marcate hanno colpito tre Paesi in particolare: Portogallo (-3,1%); Svezia (-1,9%) e Danimarca (-1,6%).

Al contrario, alcune economie hanno reagito con vigore, trainate da fattori locali o stagionali. Il Lussemburgo ha messo a segno un balzo sorprendente del 7,0%, seguito dalla Slovacchia con un +3,1% e dalla Croazia con un +1,8%. Tra le grandi potenze economiche, la Germania ha resistito con un marginale +0,1%, mentre l'Italia ha seguito il trend continentale con un -0,5%. Più marcata la caduta della Francia, che ha lasciato sul terreno l'1,4%.


Spostando l'attenzione sul confronto con dicembre 2024, la classifica dei paesi più dinamici cambia radicalmente. In cima alla lista per crescita annuale troviamo: Cipro (+8,2%); Bulgaria (+7,7%); Lussemburgo (+6,2%); Francia (+2,8%) e Germania (+1,4%).

In questo scenario di crescita diffusa su base annua, l'Italia rappresenta un'eccezione negativa con una contrazione dello 0,6%. Ancora più difficile la situazione per la Slovacchia, che segna un pesante -5,1%, seguita dalla Romania con un -2,1% e dall'Estonia con un -1,0%. Questi dati suggeriscono che, nonostante la ripresa complessiva del 2025, la fiducia dei consumatori resta fragile in alcuni mercati chiave, ponendo interrogativi sulla solidità della domanda interna per i primi mesi del 2026. L'andamento del commercio al dettaglio in Europa rimane dunque un osservato speciale per comprendere la reale tenuta del sistema economico comunitario.


Il calo dello 0,5% registrato a dicembre 2025 non deve però oscurare il dato complessivo dell'anno, che vede i consumi in aumento del 2,3% rispetto al 2024. Il sistema distributivo europeo si trova in una fase di transizione, dove la resilienza dei settori alimentari compensa la volatilità dei beni di consumo durevoli.


Eurozona: calo inatteso del commercio al dettaglio a dicembre
Clicca per ingrandire l'immagine


Articolo del 05/02/2026


marketing - retail - ecommerce - intelligenza artificiale - AI - IA - digital transformation - pmi - high yield - bitcoin - bond - startup - pagamenti - formazione - internazionalizzazione - hr - m&a - smartworking - security - immobiliare - obbligazioni - commodity - petrolio - brexit - manifatturiero - sport business - sponsor - lavoro - dipendenti - benefit - innovazione - b-corp - supply chain - export - - punto e a capo -