Bitcoin scivola sotto la soglia dei 70.000 dollari e agita il mercato delle criptovalute

Bitcoin scivola sotto la soglia dei 70.000 dollari e agita il mercato delle criptovalute

La pressione sulle monete digitali aumenta mentre i grandi capitali cercano rifugio altrove. Il mercato delle criptovalute attraversa una fase di forte turbolenza, con il Bitcoin che si trova a un passo dal rompere al ribasso la soglia psicologica dei 70.000 dollari. Durante la sessione asiatica di giovedì, la principale valuta digitale ha subito una flessione superiore al 3%, toccando i minimi dal novembre 2024. Non si tratta di un episodio isolato. Anche Ether segue una traiettoria simile, scambiando intorno ai 2.086 dollari. Un'eventuale discesa sotto i 2.000 dollari rappresenterebbe un segnale di debolezza tecnica mai visto dal maggio dello scorso anno.


Le ragioni di questa ondata di vendite sono profonde e legate alle dinamiche macroeconomiche degli USA. La nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve ha scosso le certezze degli operatori. Il timore diffuso è che un profilo considerato "falco" possa accelerare la riduzione del bilancio della banca centrale americana. Per anni, la liquidità abbondante ha alimentato gli investimenti istituzionali in asset speculativi. Ora che la prospettiva cambia, il sostegno viene meno. Un bilancio della FED più snello non offre vento a favore per gli asset digitali, anzi, ne limita la capacità di ripresa in un contesto di tassi ancora incerti.

La tendenza negativa emerge chiaramente dai numeri dell'ultimo periodo:
- il Bitcoin ha perso oltre il 7% nel corso dell'ultima settimana;
- la performance da inizio anno segna un calo vicino al 20%;
- Ether registra una contrazione ancora più pesante, sfiorando il 30% di perdite nel 2025;
- i flussi in uscita dagli ETF spot Bitcoin hanno raggiunto i 3 miliardi di dollari solo a gennaio;
- i disinvestimenti di novembre e dicembre sono stati rispettivamente di 7 e 2 miliardi di dollari.


Questi dati indicano che l'interesse dei grandi gestori di fondi si sta raffreddando. Non è solo una questione di volatilità tecnica, ma di un pessimismo crescente che colpisce l'intero ecosistema. I deflussi costanti dagli ETF suggeriscono che la fase di euforia vissuta prima del crash dello scorso ottobre sia ormai un ricordo. Molte posizioni a leva sono state chiuse e il sentiment rimane fragile. Senza l'iniezione di fiducia che solitamente accompagna i mercati finanziari in espansione, la strada verso il recupero appare in salita. Gli investitori guardano ora con attenzione ai prossimi passi della FED, consapevoli che la fine dell'era del denaro facile potrebbe riscrivere le regole del gioco per tutto il mercato delle criptovalute. La cautela di Julius Baer e le analisi di Deutsche Bank confermano che il quadro è mutato. Gli asset digitali non possono più contare sul paracadute della liquidità illimitata, affrontando ora una prova di maturità in un panorama economico globale decisamente più austero.



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Articolo del 05/02/2026


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