HCOB PMI Composito Eurozona: una ripartenza a due velocità

HCOB PMI Composito Eurozona: una ripartenza a due velocità

05/08/2025

L'economia dell'Eurozona mostra segnali contrastanti. La fase espansiva, ormai giunta al settimo mese, si estende, ma il ritmo appare meno vigoroso del solito. Questa crescita, infatti, è frenata da una domanda stagnante che pesa sulla produzione complessiva. Anche il mercato del lavoro, sebbene in lieve progresso per il quarto mese consecutivo, evidenzia una dinamica di ripresa ancora timida. Si è registrato un incremento dell'occupazione nell'Eurozona al tasso più elevato da oltre un anno. Nondimeno, l'ottimismo generale delle imprese ha subito una leggera flessione, come mostrato dall'ultima indagine.

L'Indice HCOB PMI della Produzione Composita dell'Eurozona, che aggrega il manifatturiero e i servizi, è salito a luglio a 50.9, rispetto al 50.6 di giugno.


Questo aumento indica un'accelerazione dell'espansione produttiva. La crescita rimane marginale e inferiore alla tendenza storica: la media dell'Indice di Produzione Composita dal 1998 si attesta a 52.4. Sebbene sia il settore manifatturiero sia quello terziario abbiano contribuito a questa crescita di luglio, gli incrementi sono stati modesti. La spinta principale all'espansione del settore privato deriva dai servizi, considerando che la produzione manifatturiera ha segnato un incremento leggermente più lento rispetto al mese precedente.

Analizzando le quattro maggiori economie dell'Eurozona, i dati PMI delineano un quadro variegato. La Francia si distingue negativamente, con un'attività in calo per l'undicesimo mese consecutivo e un'accelerazione di tale declino. Negli altri paesi, al contrario, l'espansione si rafforza. La Spagna ha mostrato il valore più robusto, seguita dall'Italia con una crescita notevole. Persino la Germania economia, la più grande della regione, ha evidenziato un certo slancio di ripresa, con un'accelerazione della crescita che ha raggiunto il livello più alto degli ultimi quattro mesi.


L'attività economica generale nell'Eurozona, secondo le ultime rilevazioni HCOB PMI, continua a essere frenata da una domanda interna e internazionale fiacca. I nuovi ordini, per il secondo mese consecutivo, sono diminuiti marginalmente all'inizio del terzo trimestre. Era da maggio 2024 che le nuove commesse non mostravano un aumento. Le vendite estere, comprese quelle intra-Eurozona, continuano a rappresentare un freno significativo, prolungando a ben 41 mesi la sequenza di deterioramento della domanda internazionale. Il cumulo di ordini inevasi è calato di nuovo a luglio, seppure in modo complessivamente modesto e al ritmo più lento da aprile 2024.

Ciononostante, emerge un aspetto positivo: nonostante la mancanza di domanda e la relativa assenza di pressione sulla capacità operativa, le imprese dell'Eurozona a luglio hanno continuato ad aumentare la forza lavoro. Questo segna il quinto mese consecutivo di incremento dell'occupazione, un segnale vitale. Il tasso di creazione occupazionale, sebbene marginale, è stato il più rapido in oltre un anno.


La fiducia imprese ha registrato una battuta d'arresto. Dopo una breve accelerazione dell'ottimismo nel settore privato dell'Eurozona, l'indagine di luglio ha indicato un calo di fiducia per la prima volta da aprile. Ciò significa che le aspettative di crescita sono nuovamente diminuite rispetto alla media di lungo termine, riflettendo un indebolimento della fiducia sia nel settore della produzione manifatturiera che in quello dell'attività terziaria.

Per quanto riguarda i prezzi, i dati raccolti all'inizio di questo terzo trimestre nei paesi dell'Eurozona hanno segnalato un modesto rallentamento del tasso di inflazione dei costi. L'inflazione dei prezzi di acquisto è stata la più debole da ottobre dell'anno scorso, un calo in gran parte attribuibile al settore terziario. Nondimeno, il tasso di inflazione dei prezzi di vendita ha registrato una marginale accelerazione, salendo al valore più alto degli ultimi tre mesi. Questo scenario evidenzia una crescita economica che, pur presente, rimane complessa e vulnerabile alle dinamiche della domanda, con la sfida costante di mantenere l'equilibrio tra stabilità dei prezzi e sostegno alla ripresa.


Secondo Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso la Hamburg Commercial Bank, “Per il settore terziario questa potrebbe rivelarsi una buona estate. In Italia e in Spagna l’attività economica di luglio è aumentata più che a giugno, mentre in Germania, dopo alcuni mesi difficili, è riuscita a tornare in crescita. La prestazione migliore è quella della Spagna, dove l’Indice PMI (Purchasing Managers’ Index) è salito di più di 3 punti – indicando un inizio del terzo trimestre eccezionalmente forte. La Francia, al contrario, è l’unica delle quattro principali economie dell’eurozona dove il settore terziario privato si sta contraendo, e, come se non bastasse, sta peggiorando. Le principali cause riguardano i piani di governo di estesi tagli al budget, un potenziale pesante fardello sulla crescita economica. Si intensificano le ipotesi che l’amministrazione potrebbe fronteggiare un voto di sfiducia, aumentando quindi il già alto livello di incertezza. Se la Spagna ha il piede sull’acceleratore, la Francia lo ha ancorato sui freni. È da febbraio 2021 che il settore terziario dell’eurozona sta aumentando ininterrottamente l’occupazione.


A prima vista, lo si potrebbe associare ad un forte stato di salute; ma la produttività, misurata da dati PMI S&P Global separati, sta indicando un declino da metà 2022 con una sola breve pausa al volgere del nuovo anno. Ciò indica problematiche non connesse: anche nell’era dei modelli economici digitali, la crescita dell’attività terziaria non si sta trasformando in una significativa crescita della produttività. E tutto ciò non è rassicurante se si pensa che più di metà del valore aggiunto lordo dell’eurozona proviene dai servizi. L’inflazione del settore dei servizi dell’eurozona sta rallentando, aumentando la possibilità di un nuovo taglio ai tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea nella seconda metà dell’anno. I costi stanno aumentando al tasso più lento in nove mesi e inferiore alla media di lungo termine. Tutto questo combacia con i dati recenti relativi agli indicatori salariali della BCE, o Wage Tracker, che negli ultimi mesi segnalano un rallentamento della crescita degli stipendi, che costituisce una componente essenziale dei costi sostenuti dal terziario”.




Classifica nazionale dell’Indice PMI della Produzione Composita a luglio

- Spagna: 54.7 (massimo in 5 mesi);

- Italia: 51.5 (massimo in 2 mesi);

- Germania: 50.6 (flash 50.3 e massimo in 4 mesi);

- Francia: 48.6 (flash 49.6 e minimo in 3 mesi).


HCOB PMI Composito Eurozona: una ripartenza a due velocità
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Articolo del 05/08/2025


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