Il vigore del settore professionale emerge chiaramente analizzando la distribuzione dei lavoratori:
- dipendenti permanenti: 16 milioni 455mila;
- lavoratori autonomi: 5 milioni 277mila;
- dipendenti a termine: 2 milioni 449mila;
- tasso di occupazione generale: 62,6%;
- tasso di disoccupazione totale: 5,1%.
L'aumento della partecipazione non riguarda solo i numeri assoluti ma incide profondamente sui tassi percentuali. Il tasso di occupazione sale infatti al 62,6%, segnando un progresso di 0,2 punti rispetto al mese precedente. Contemporaneamente si osserva una decisa contrazione del numero di persone in cerca di lavoro, che diminuiscono del 7,1%, portando il tasso di disoccupazione ai minimi storici del 5,1%. Anche il fronte della disoccupazione giovanile registra un miglioramento sensibile, scendendo al 18,9%, eppure la sfida per i profili junior rimane aperta a causa di una flessione dell'occupazione proprio in quella specifica fascia anagrafica.
Esaminando l'andamento su base annua, il confronto con gennaio 2025 rivela una crescita complessiva di 70mila unità. Questo risultato è frutto di dinamiche contrapposte: da un lato assistiamo al consolidamento dei dipendenti permanenti e a un vero e proprio balzo dei lavoratori autonomi, dall'altro si registra una significativa riduzione dei contratti a termine. In dodici mesi i dipendenti a tempo indeterminato sono aumentati di 71mila unità, mentre il lavoro autonomo ha visto l'ingresso di ben 195mila nuovi professionisti. Nondimeno il calo dei dipendenti a termine, pari a 196mila unità, suggerisce una tendenza verso la stabilizzazione dei rapporti professionali o una transizione verso forme di lavoro indipendente.
Il panorama dell'inattività presenta invece sfumature differenti. Se tra i 15 e i 64 anni si nota un lieve incremento degli inattivi, pari a 35mila unità, questo fenomeno è la sintesi di un aumento tra la popolazione femminile e di una contestuale diminuzione tra gli uomini.
Il tasso di inattività si attesta così al 33,9%. Guardando al trimestre che va da novembre 2025 a gennaio 2026, la tendenza di fondo rimane positiva con una crescita dello 0,1% degli occupati rispetto al periodo precedente. La stabilità del sistema economico italiano sembra poggiare su basi solide, ma il costante aumento degli inattivi su base annua, cresciuti di 322mila unità rispetto al 2025, impone una riflessione sulla necessità di politiche attive efficaci.
In definitiva il panorama che emerge è quello di un'Italia che lavora e che preferisce la stabilità del posto fisso o la scommessa del lavoro autonomo alla precarietà del tempo determinato. Con oltre 24 milioni di cittadini attivi, il tasso di occupazione rimane su livelli incoraggianti, mentre la disoccupazione continua la sua parabola discendente. La struttura occupazionale si sta spostando verso contratti più duraturi e una maggiore presenza di professionisti indipendenti, consolidando una base produttiva che guarda con fiducia alle sfide economiche dei prossimi mesi.

Clicca per ingrandire l'immagine
Articolo del 04/03/2026
marketing - retail - ecommerce - intelligenza artificiale - AI - IA - digital transformation - pmi - high yield - bitcoin - bond - startup - pagamenti - formazione - internazionalizzazione - hr - m&a - smartworking - security - immobiliare - obbligazioni - commodity - petrolio - brexit - manifatturiero - sport business - sponsor - lavoro - dipendenti - benefit - innovazione - b-corp - supply chain - export - - punto e a capo -