Mentre il costo dei beni registra una lieve flessione, il comparto dei servizi viaggia a una velocità differente, creando un divario netto nella struttura dei costi. La spesa per riempire la dispensa resta un capitolo delicato: il cosiddetto carrello della spesa ha visto un incremento del 2,1% rispetto allo scorso anno, un peso non indifferente per il potere d'acquisto.
I fattori che hanno maggiormente influenzato questa dinamica dei prezzi a gennaio sono diversi:
- i servizi relativi all'abitazione guidano la salita con un +4,4%;
- i prodotti del tabacco segnano un aumento del 3,3%;
- il settore dei servizi ricreativi e della cura della persona cresce del 3,0%;
- gli alimentari non lavorati mostrano una variazione del +2,5%;
- i prodotti alimentari lavorati registrano un aumento del 2,2%.
Osservando l'andamento mensile, l'indice NIC ha mostrato un incremento dello 0,4% rispetto a dicembre. Questo movimento è stato alimentato da una fiammata improvvisa nel settore degli energetici regolamentati, che sono balzati dell'8,7% in soli trenta giorni.
Al contrario, il comparto dei trasporti ha registrato una flessione del 3,7%, offrendo un parziale contrappeso alla spinta verso l'alto. Sono dinamiche che chi si occupa di logistica o eCommerce deve monitorare con attenzione per calibrare le proprie strategie di prezzo.
La inflazione di fondo, calcolata al netto di energia e alimentari freschi, resta stabile all'1,8%. Questo indicatore è fondamentale per capire quanto il carovita sia radicato nel sistema economico, al di là degli shock temporanei legati alle materie prime. Anche l'indice armonizzato IPCA conferma il trend con una crescita annua dell'1,0%, pur mostrando un calo mensile dovuto alla stagionalità.
Guardando alla prospettiva annuale, l'inflazione acquisita per l'intero 2026 si attesta già allo 0,4%. Tale valore indica la crescita media che si verificherebbe se i prezzi rimanessero fermi per il resto dell'anno, un punto di partenza superiore rispetto allo zero registrato alla fine del 2025. Per il mercato in Europa, il dato più rilevante resta la forbice tra beni e servizi.
Con un differenziale di 2,7 punti percentuali, appare chiaro che la pressione si sia spostata dalla produzione industriale alla fornitura di servizi, rendendo la gestione dei costi operativi una sfida ancora aperta per l'anno appena iniziato.

Clicca per ingrandire l'immagine
Articolo del 04/02/2026
marketing - retail - ecommerce - intelligenza artificiale - AI - IA - digital transformation - pmi - high yield - bitcoin - bond - startup - pagamenti - formazione - internazionalizzazione - hr - m&a - smartworking - security - immobiliare - obbligazioni - commodity - petrolio - brexit - manifatturiero - sport business - sponsor - lavoro - dipendenti - benefit - innovazione - b-corp - supply chain - export - - punto e a capo -