A gennaio l'inflazione in Eurozona frena all'1,7% e scivola sotto il target della BCE

A gennaio l'inflazione in Eurozona frena all'1,7% e scivola sotto il target della BCE

La corsa dei prezzi rallenta in modo deciso. L'inflazione in Eurozona ha toccato l'1,7% a gennaio, un dato che segna una flessione rispetto al 2,0% registrato nel mese di dicembre. La stima flash pubblicata da Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione Europea, delinea un quadro economico più stabile per il vecchio continente. Francoforte osserva questi numeri con estrema attenzione. Il traguardo raggiunto non è solo simbolico. Scendere sotto la soglia psicologica del 2% significa che la politica monetaria restrittiva sta finalmente portando i risultati sperati dai banchieri centrali.


L'analisi dei singoli comparti economici rivela dinamiche molto diverse tra loro. Mentre alcuni settori continuano a mostrare una certa resistenza, altri hanno iniziato una fase di rapido raffreddamento dei listini. Ecco la classifica delle componenti che hanno maggiormente influenzato i prezzi al consumo a gennaio:

- servizi con un tasso annuo stimato al 3,2%;

- cibo, alcol e tabacco che si attestano al 2,7%;

- beni industriali non energetici che registrano lo 0,4%;

- energia che mostra una netta contrazione del 4,1%.

Il comparto dei servizi rimane la voce più calda del paniere, sebbene mostri un lieve calo rispetto al 3,4% di fine anno. Al contrario, la voce energia ha subito una brusca accelerazione al ribasso, passando dal precedente -1,9% al -4,1% attuale. Questa dinamica energetica ha agito da vero e proprio calmiere per l'indice generale dei prezzi.

Per il mondo delle imprese e per il mercato B2B, questo scenario offre una visibilità inedita. Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, considera il dato di gennaio un traguardo significativo per l'intera Area Euro.


Per Flax, "L’inflazione complessiva è scesa all’1,7%, al di sotto dell’obiettivo del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea. Si tratta di un chiaro segnale del fatto che l’irrigidimento della politica monetaria della BCE abbia colto nel segno, portando al rientro delle pressioni inflazionistiche e rafforzando l’ipotesi del mantenimento dell’attuale orientamento monetario.

Il contesto di inflazione stabile e tassi di interesse invariati offre maggiore visibilità agli investitori e riduce il rischio di ulteriori interventi restrittivi. Ci attendiamo che la BCE resti in fase di attesa, in linea con quanto già scontato dai mercati, con una soglia elevata per qualsiasi intervento di politica monetaria nel breve termine. Rimane fondamentale continuare a monitorare le pressioni sui prezzi di fondo e i rischi esterni, tra cui l’evoluzione del quadro geopolitico e i cambiamenti nella domanda globale, che potrebbero influenzare le prospettive economiche nei prossimi mesi".




A gennaio l'inflazione in Eurozona frena all'1,7% e scivola sotto il target della BCE
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Articolo del 04/02/2026


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