
04/08/2025
Il mese scorso ha portato un significativo rimescolamento nelle posizioni di vertice, con dinamiche legate ai media e alla politica che hanno avuto un peso notevole. La classifica Top Manager Reputation, curata da Reputation Manager SpA SB, ha visto un volto affermato conquistare per la prima volta la prima posizione, segnando un momento importante per l'influenza dei leader aziendali in Italia. La reputazione di questi manager è cruciale, riflettendo non solo i successi economici ma anche la loro capacità di comunicare e di incidere sul dibattito pubblico. Al vertice, con un punteggio di 85.92, troviamo Pier Silvio Berlusconi. La sua leadership è stata alimentata dalla presentazione dei nuovi palinsesti televisivi, da dichiarazioni strategiche alla stampa e dagli ottimi ascolti delle reti, in particolare di Canale 5.
Si aggiungono poi i movimenti di MFE e le voci, sempre più insistenti, di una sua possibile incursione nel mondo politico, elementi che hanno catalizzato l'attenzione su di lui.
Sul secondo gradino del podio si è posizionato Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, che ha guadagnato ben tre posizioni (84.40). Il suo avanzamento è il frutto di accordi strategici di grande portata, tra cui spiccano l'intesa con BMW e un imponente contratto da 1,5 miliardi di dollari per lo sviluppo di un giacimento in Algeria. Sono operazioni che consolidano la presenza di Eni a livello internazionale e ne rafforzano la percezione di leader nel settore energetico.
A seguire, con un punteggio di 84.32, c'è Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. La banca, sotto la sua guida, ha annunciato un piano di investimenti da dieci miliardi di euro dedicato all'occupazione, un segnale forte di impegno sociale ed economico per il Paese.
Questo tipo di iniziativa dimostra quanto i grandi gruppi finanziari possano essere motori di sviluppo e crescita.
Un balzo di due posizioni ha portato Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, al quarto posto (81.71). La sua gestione si è distinta per investimenti significativi nel welfare aziendale e per l'inaugurazione del primo datacenter italiano a raffreddamento liquido, un'innovazione che sottolinea l'impegno dell'azienda verso la sostenibilità e l'avanguardia tecnologica.
Chiude la top five Andrea Orcel di UniCredit (81.62). La sua posizione riflette la complessa dinamica del mercato finanziario, in particolare la decisione di ritirare l'offerta su BPM a causa delle condizioni considerate ostili legate al Golden Power. Una mossa che ha evidenziato la fermezza strategica della banca.
Scorrendo la classifica, emergono altri nomi di spicco. In sesta posizione troviamo Luca de Meo (80.90), la cui reputazione è in forte crescita in attesa di un suo possibile ingresso ai vertici di Kering, un movimento che il mercato attende con grande interesse.
Subito dopo, al settimo posto, Alessandro Benetton (79.00) ha confermato la sua leadership alla presidenza di Edizione, mantenendo un ruolo centrale nel panorama economico italiano.
Una notevole ascesa di quattro posizioni ha riguardato Urbano Cairo (76.86), il cui successo è trainato dagli eccellenti risultati di La7, un canale che continua a registrare una crescita costante e ha presentato palinsesti di successo. Il nono posto è occupato da Giorgio Armani (76.79), un'icona di stile e imprenditoria che mantiene salda la sua influenza. Chiude la top ten Matteo Del Fante di Poste Italiane (74.37), la cui gestione continua a generare attenzione.
Proseguendo nell'analisi delle performance, si osserva la crescita di Stefano Donnarumma (71.88), che ha scalato due posizioni grazie al piano da venti miliardi di euro di Ferrovie dello Stato per la mobilità sostenibile. Questo progetto ambizioso mira a trasformare il trasporto pubblico rendendolo più efficiente e rispettoso dell'ambiente.
Giuseppina Di Foggia (71.19) ha guadagnato tre posizioni grazie al progetto Innovation Zone Adriatico di Terna, che punta all'innovazione nel settore energetico.
A seguire troviamo nomi come Brunello Cucinelli (70.98), Cristina Scocchia (69.88) e Pierroberto Folgiero (69.72). Quest'ultimo, insignito di una laurea honoris causa a Trieste, ha migliorato la sua posizione di due gradini, arrivando al quindicesimo posto. La classifica conferma poi Luca Dal Fabbro (68.10), recentemente nominato presidente di Utilitalia, seguito da Pietro Labriola di Tim (66.47), leader nel settore delle telecomunicazioni.
Un ingresso significativo nella top venti, al diciottesimo posto, è quello di Flavio Cattaneo (66.46), che ha registrato un notevole balzo di otto posizioni. La stampa internazionale ha riconosciuto i risultati concreti e la solida performance di Enel in borsa sotto la sua direzione, evidenziando una gestione efficace e mirata alla crescita.
Chiudono la classifica Gian Maria Mossa di Banca Generali (66.42) e Marina Berlusconi (66.31), figure di spicco nel panorama finanziario e mediatico.
Diversi altri manager hanno mostrato una crescita robusta:
- Fabrizio Palermo (35°, +9);
- Giovanni Ferrero (36°, +16);
- Luigi Lovaglio (39°, +7);
- Antonio Filosa (44°, +7);
- Claudio Andrea Gemme (66°, +19);
- Giuseppe Gola (86°, +17);
- Corrado Passera (103°, +18);
- Bernardo Mattarella (135°, +15). Nuovi ingressi interessanti sono stati quelli di Massimiliano Di Silvestre (47°), presidente e amministratore delegato di BMW Italia, e di Gianni Franco Papa (55°) di BPER Banca. Questi movimenti evidenziano un fermento continuo nel mondo del management italiano, con nuovi protagonisti che si affacciano e consolidano la loro presenza, contribuendo attivamente al dibattito economico e alle strategie di sviluppo del Paese.
Articolo del 04/08/2025

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