Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, la probabilità che la Federal Reserve vari un aumento dei tassi di 25 punti base entro il mese è balzata al 67%. Solo una settimana fa questa possibilità era ferma al 37%. Forse i banchieri centrali si divertono a vederci soffrire nell'incertezza, o forse è solo il ciclo economico che non concede sconti.
Politica monetaria e attesa per i dati macroeconomici
John Williams, presidente della Federal Reserve Bank di New York, ha provato a moderare i toni. Le sue parole suggeriscono cautela: i rendimenti obbligazionari a lungo termine riflettono un'economia solida, ma servono altri dati prima di decidere sui tassi. I numeri contano più delle previsioni. I dati ADP sull'occupazione sono stati inferiori alle attese, ma il mercato attende il report sui Nonfarm Payrolls degli USA previsto per venerdì. Sarà quello il vero termometro della salute del lavoro americano. Seguirà poi l'indice dei prezzi al consumo l'11 settembre.
Nel frattempo, Christopher Waller parlerà a Washington. Le sue precedenti dichiarazioni suggerivano che nuovi rialzi potrebbero essere necessari nel breve termine. Chi investe nei mercati finanziari globali osserva ogni sfumatura di questi discorsi per capire la direzione degli investimenti B2B nei prossimi mesi.
In Europa e in Asia, la situazione non è meno tesa. La BCE e la Bank of Japan (BOJ) affrontano le proprie battaglie contro il carovita. In Giappone, il settore dei servizi è cresciuto ad agosto al ritmo più veloce degli ultimi cinque mesi. Questo vigore suggerisce che l'economia nipponica sia pronta a sostenere un eventuale aumento dei tassi da parte della BOJ. Lo Yen ne ha approfittato toccando i massimi di tre settimane. C'è chi sospetta persino un intervento diretto della banca centrale per controllare i tassi. I titoli di stato giapponesi hanno comunque trovato sollievo dopo un'asta di titoli a 30 anni che ha mostrato una buona domanda.
I rendimenti dei JGB a 10 anni si sono allontanati dal picco del 3,015% raggiunto recentemente.
Il settore dei semiconduttori e le previsioni per i mercati azionari
Passando al comparto aziendale, i riflettori sono puntati su Broadcom. L'azienda ha annunciato previsioni di vendita robuste per i chip dedicati alla AI per i prossimi due anni. Nonostante questo annuncio positivo, il titolo ha perso oltre il 3% nelle contrattazioni after hours. Il mercato sa essere cinico: a volte le buone notizie non bastano a soddisfare le aspettative più estreme. Le prospettive per i listini azionari restano comunque leggermente positive in Europa e negli USA. I futures seguono questo andamento:
- Euro Stoxx 50 in rialzo dello 0,03% a 6.373;
- S&P 500 e-minis in crescita dello 0,07% a 7.682,8;
- Nikkei stabile dopo le recenti fluttuazioni;
- Nasdaq Composite in lieve recupero nel pre-mercato;
- Dow Jones Industrial Average che monitora la tenuta del settore industriale.
La politica monetaria Federal Reserve resta il perno attorno a cui ruotano le decisioni globali. Se l'inflazione legata all'energia non rallenta, la strada del rigore sarà obbligata. Ma c'è una nota positiva: la resilienza del settore dei semiconduttori AI indica che l'innovazione tecnologica continua a spingere la domanda industriale. Le aziende devono navigare in acque agitate, cercando di bilanciare il costo del denaro con le opportunità di crescita. La sinfonia dei mercati è fatta di alti e bassi. Ora siamo in una fase di attesa. Le prossime mosse a Wall Street e nelle piazze europee dipenderanno dalla capacità dei banchieri di leggere correttamente i segnali che arrivano dall'economia reale senza soffocare la ripresa.
Articolo redatto da Paola Bernasconi, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.
Economia
Articolo del 03/09/2026
Aggiungi BusinessCommunity.it su Google News