Il traguardo è stato raggiunto grazie a una notevole accelerazione nelle consegne di titoli da parte degli azionisti, stimolata anche da un recente rilancio dell'offerta da parte di Monte dei Paschi. La banca senese aveva infatti deciso martedì di migliorare le condizioni, proponendo un pagamento in contanti di 0,90 euro per azione. Questa strategia ha catalizzato l'interesse e la fiducia del mercato.
Numerosi attori di peso hanno giocato un ruolo cruciale in questa fase dell'operazione. La strada verso il successo è stata aperta da Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, che detiene il 19,9% di Mediobanca ed è il suo primo azionista. Poco dopo, il gruppo Caltagirone ha seguito l'esempio, contribuendo con la sua quota del 9,9%.
Alle adesioni iniziali si sono sommate quelle registrate mercoledì da Borsa Italiana, che hanno permesso di toccare il 38,5% complessivo. Tra i contributi più rilevanti spiccano:
- il 2% da parte di Edizione, la holding della famiglia Benetton;
- l'1,1% dell'imprenditore Pierluigi Tortora, che con la sua holding PLT faceva parte dell'Accordo di consultazione di Mediobanca;
- l'1% proveniente da asset manager di primo piano come Amundi.
Ora l'attenzione si sposta sulle casse previdenziali, le cui quote non sono ancora state ufficialmente contabilizzate. Questi importanti investitori istituzionali rappresentano complessivamente il 5,5% del capitale di Mediobanca e la loro adesione potrebbe consolidare ulteriormente la posizione di Monte dei Paschi. Nel dettaglio, le principali casse previdenziali coinvolte sono Enasarco con il 2,5%, Enpam con il 2% e Cassa Forense con l'1%.
Con il raggiungimento della soglia del 35%, Monte dei Paschi ha la facoltà di rinunciare alla condizione minima del 66,7% inizialmente prevista. Questo permetterà alla banca toscana di riaprire l'offerta per ulteriori cinque giorni lavorativi, dal 16 al 22 settembre. Questa nuova finestra rappresenterà un'occasione aggiuntiva per ottenere altre adesioni, consolidando la sua posizione in Mediobanca e ridisegnando gli equilibri del sistema creditizio italiano.

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Articolo del 03/09/2025
