Nonostante il progresso complessivo, la dinamica dei nuovi ordini rivela un quadro più articolato. La crescita è stata lieve, quasi interamente sostenuta dal mercato interno, con la domanda estera che ha, al contrario, subito una leggera contrazione, peraltro in lieve accelerazione. Questa discrepanza suggerisce che, mentre l'economia domestica si rafforza, le esportazioni di servizi affrontano ancora venti contrari, un fattore da monitorare attentamente per la stabilità futura.
Anche il fronte dell'occupazione nel settore terziario presenta ombre. Il numero di posti di lavoro è aumentato solo marginalmente rispetto al mese precedente. Questo incremento, seppur positivo, rappresenta la crescita mensile più debole in oltre quattro anni e mezzo per l'intera Eurozona, specificamente da quando è iniziata l'attuale fase di espansione delle assunzioni. Un segnale che il mercato del lavoro, pur continuando a espandersi, lo fa con meno vigore. A controbilanciare, le commesse inevase hanno continuato il loro calo, il diciassettesimo mese consecutivo, evidenziando una capacità produttiva sufficiente a gestire l'attuale mole di lavoro.
Per quanto riguarda l'inflazione, il terzo trimestre si è chiuso con un quadro di prezzi leggermente attenuato. Sia i costi che i prezzi di vendita hanno registrato aumenti più lenti, rispettivamente in due e quattro mesi. Questa decelerazione nell'aumento dei prezzi è una notizia benvenuta, suggerendo un allentamento delle pressioni inflazionistiche che hanno caratterizzato il periodo recente.
Le imprese di servizi, in questo scenario complesso ma non privo di punti di forza, mantengono una visione decisamente positiva per il prossimo anno. Le aspettative aziendali hanno toccato il loro massimo in undici mesi, con prospettive in forte rialzo. Questo ottimismo, nonostante le sfide in termini di ordini esteri e occupazione, è un indicatore cruciale della fiducia delle aziende nella ripresa e nella loro capacità di adattarsi.
Secondo Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso la Hamburg Commercial Bank, “Il terziario sta procedendo con meno scossoni. Dopo la quasi stagnazione di agosto, l’attività economica ha indicato una crescita più vigorosa e una ripresa che di fatto è su ampia scala geografica, vista la crescita abbastanza forte registrata in Germania, Italia e Spagna.
La situazione è diversa in Francia, dove i cambi di governo e i dubbi che il nuovo primo ministro sia in grado di mantenere il potere hanno influito negativamente sui servizi: qui, infatti, l’attività economica è diminuita notevolmente. L’aumento dei nuovi ordini ci porta a presagire una nuova crescita per il mese prossimo. C’è però da considerare che il flusso delle commesse non è ancora stato tale da riuscire da fare crescere l’accumulo di lavoro inevaso. Le aziende intervistate hanno tuttavia mostrato di avere previsioni economiche migliori, visto il rialzo dell’indice che monitora le aspettative future del settore. I dati sui prezzi rilevati nel terziario, che le autorità monetarie europee tengono sotto stretta osservazione, confermeranno probabilmente la posizione di quelli che nella BCE sono contrari ad ulteriori tagli di interessi. A settembre sia l’inflazione dei costi sia dei prezzi di vendita è diminuita, nonostante sia rimasta lievemente superiore alla media di lungo termine
”.NDR: Il grafico è riferito alla sola Italia

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Articolo del 03/10/2025