
Il termometro della fiducia sull’Italia, lo spread BTP Bund, ha toccato i minimi da quindici anni. Martedì 3 dicembre, il differenziale tra il titolo decennale italiano e quello tedesco è sceso brevemente a 69,9 punti base, prima di stabilizzarsi sui 70. Questo movimento ribassista, associato a un rendimento dei BTP decennali sotto il 3,44%, segna un momento di grazia per la gestione debito pubblico Italia. La congiuntura è particolarmente favorevole, trasformando i Bond governativi in un BTP investimento strategico per il 2025. Il contesto positivo per il debito italiano è stato costruito grazie alla rinnovata fiducia delle agenzie di rating internazionali.


L’evento più significativo è avvenuto nella tarda serata del 21 novembre, quando Moody’s, riconosciuta per il suo approccio cauto e rigoroso, ha innalzato il giudizio sulla qualità del debito tricolore da Baa3 a Baa2. Un passo in avanti che non si vedeva da ventitré anni. Questa non è stata una mossa isolata. Già in aprile, S&P aveva migliorato la propria visione, portando il rating da BBB a BBB+. Altrettanto significative sono state le revisioni positive di un notch, un gradino sulla scala del rischio, da parte delle agenzie Fitch e Dbrs nel corso dell'anno finanziario. La serie di promozioni ha immediatamente riverberato i suoi effetti positivi sui mercati. Le quotazioni dei titoli di Stato italiani sono aumentate su tutta la curva delle scadenze, dai tre fino ai cinquant’anni, grazie al conseguente calo del rendimento. I BTP italiani sono stati l'eccezione positiva in un anno complesso per i Bond dell'Eurozona, caratterizzato dall'aumento dei tassi sui Bund tedeschi e sugli Oat francesi.
Il differenziale di rendimento con il Bund è diminuito di circa 40 punti base. In termini assoluti, i rendimenti dei decennali sono scesi dal 3,52% di inizio gennaio al 3,44% rilevato il 3 dicembre. Sebbene la diminuzione in termini percentuali sia modesta, ha garantito un guadagno in conto capitale dello 0,5% sui titoli decennali già in circolazione. Questo scenario non avvantaggia solo gli investitori: secondo le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio, il miglioramento nella gestione debito pubblico Italia
- potrebbe generare un risparmio di oltre 17 miliardi di euro per lo Stato in spesa per interessi nei prossimi cinque anni. Gli investitori istituzionali e le aziende che cercano un solido BTP investimento dovrebbero guardare con attenzione alle scadenze più lunghe. Le opportunità maggiori si concentrano oggi tra i BTP con durata compresa tra i dieci e i trent’anni e tra le emissioni più brevi a cinque anni. Paolo Barbieri, specialista del reddito fisso presso Valori Am, una società di gestione del risparmio con sedi operative importanti in Europa, come Milano e Lugano, offre una prospettiva chiara sul futuro dei rendimenti.
Egli prevede un ulteriore restringimento dello spread BTP Bund, che potrebbe portare il rendimento decennale al 3,30% nei prossimi mesi e a un livello del 3,20% nel 2026. Comunque, il potenziale guadagno in conto capitale per i decennali resta contenuto, nell'ordine dell'1-2%. Ma è sulle scadenze lunghe che si concentra il massimo interesse. Il rendimento BTP lungo termine, in particolare per i titoli ventennali e trentennali, offre la prospettiva di un apprezzamento ancora da manifestarsi completamente. Barbieri spiega che per il titolo trentennale si attende una discesa del rendimento dall'attuale 4,30% circa fino al 4%. In questo scenario, il rendimento annualizzato totale, che include sia la cedola che il guadagno in conto capitale, potrebbe toccare l'8-9%:
- 4% circa di cedola;
- 4-5% circa di guadagno in conto capitale. Si tratta di numeri molto appetibili nel panorama europeo del reddito fisso. L’altra opportunità di BTP investimento meritevole di attenzione riguarda la fascia dei tre e cinque anni. In questa parte della curva si osserva una dinamica particolare: le emissioni elleniche quinquennali offrono un rendimento inferiore rispetto ai BTP italiani di circa 10-15 punti base.
Con le recenti promozioni del rating italiano, è plausibile che questo scarto tenda a chiudersi, allineando i valori. Il rendimento del BTP a cinque anni, oggi intorno al 2,68%, potrebbe scendere verso il 2,5%. In questo caso, il total return, comprensivo di cedola e capital gain, si assesterebbe intorno al 3,3%. Non è un valore da sottovalutare considerando che il tasso di inflazione corrente viaggia in Italia sull’1,2%. Il guadagno netto reale si manterrebbe, infatti, intorno al 2%.

Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
Il magazine ha cadenza settimanale, esce online il mercoledì mattina alle 7. La redazione posta alcune notizie quotidianamente, senza alcuna cadenza fissa.
Inoltre BusinessCommunity.it realizza la miglior rassegna economico finanziaria sul web, aggiornata in tempo reale.
Tutti gli articoli pubblicati dal 2014 nei magazine
© 2009-2025 BusinessCommunity.it. Tutti i Diritti Riservati. P.I 10498360154