

Era un risultato ben diverso dalle attese, poiché gli analisti si aspettavano un aumento di 5 mila unità. Ciononostante, è importante ricordare che il mese precedente aveva mostrato una performance positiva, con un incremento di 47 mila posti, anche se il dato era stato rivisto da una stima preliminare di 42 mila. Questo documento di Automated Data Processing (ADP) funge da importante anticipatore dei dati occupazione settore privato ufficiali, che il Dipartimento del Lavoro pubblicherà venerdì, 5 settembre 2025. L'analisi settoriale rivela una debolezza diffusa, che si è concentrata in alcune aree economiche vitali. La manifattura ha subito la perdita maggiore con 18 mila posizioni cancellate. Anche il vasto settore dei servizi ha registrato un calo complessivo di 13 mila unità. Queste contrazioni sono state influenzate da ridimensionamenti in segmenti ad alta specializzazione:
- il comparto IT ha perso 20 mila occupati;
- le attività professionali hanno subito una cancellazione di 26 mila posti di lavoro;
- il settore delle costruzioni, spesso un termometro della fiducia economica, ha visto una discesa di 9 mila unità.
Un dettaglio di estrema rilevanza emerge dall'analisi per dimensione d'impresa e fornisce una chiara indicazione dell'impatto economico PMI USA. Le aziende più piccole, che in aree come il Texas e l'Ohio rappresentano una fetta essenziale dell'occupazione, hanno registrato il decremento più drastico: hanno perso ben 120 mila occupati. Questa dinamica è in forte contrasto con le performance delle realtà aziendali più grandi. Le imprese di medie dimensioni hanno mostrato, al contrario, resilienza, aumentando l'organico di 51 mila unità. Parallelamente, l'industria di grandi dimensioni ha contribuito positivamente aggiungendo 39 mila posti di lavoro. Questa disparità all'interno del mercato del lavoro USA suggerisce una polarizzazione preoccupante nella capacità di assorbimento della forza lavoro, dove le PMI sembrano essere le più vulnerabili al rallentamento economico.

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