Il Settore terziario Italia HCOB PMI segna un record: così la crescita attività economica Italia riparte con forza inattesa

Il Settore terziario Italia HCOB PMI segna un record: così la crescita attività economica Italia riparte con forza inattesa

I segnali sono inequivocabili: l'economia italiana sta accelerando. Il motore di questa ripartenza non è la manifattura, ma il cruciale settore dei servizi. A novembre, il comparto ha registrato una performance eccezionale, toccando il livello di attività più alto degli ultimi due anni e mezzo. Questo slancio rafforza le basi economiche del Paese in un momento di incertezza globale. L’Indice HCOB PMI Servizi, infatti, si è posizionato a 55.0, segnando un netto rialzo dal 54.0 di ottobre. Gli operatori economici di Milano e Roma osservano con interesse questo dato: si tratta del valore più alto in oltre trenta mesi, un chiaro indicatore di una forte espansione nei livelli di produzione.



L'espansione è stata trainata principalmente dall'acquisizione di nuovi progetti e da un aumento generale della domanda interna. Le aziende monitorate hanno notato un maggior flusso di nuovi ordini, attribuendo il miglioramento delle vendite al successo nell'acquisizione di nuovi clienti. Nuovi clienti e un miglioramento diffuso della richiesta di servizi hanno fatto incrementare i nuovi ordini al ritmo più veloce degli ultimi 19 mesi. Questo aumento del flusso di lavoro, continuativo ormai dallo scorso febbraio, dimostra una rinnovata fiducia da parte del mercato domestico. Ciononostante, l’ottimismo resta concentrato sul territorio nazionale. Mentre il miglioramento del flusso di ordini totali è stato robusto, il livello degli affari esteri è tornato a contrarsi dopo un solo mese di crescita. Le aziende campione hanno motivato questa flessione con le difficili condizioni della domanda internazionale e la persistente debolezza del settore automobilistico in Europa. Sul fronte occupazionale, il Settore terziario Italia PMI continua ad aggiungere personale per il decimo mese consecutivo, benché il tasso di crescita occupazionale sia rimasto marginale, in linea con la media di lungo termine.


Si sono comunque registrati alcuni segnali di capacità in eccesso, con il lavoro inevaso in lieve calo. Sulla bilancia operativa, le aziende hanno visto intensificarsi la pressione inflazionistica servizi B2B. I costi operativi continuano a crescere, spinti non solo dall’energia e dalle spese amministrative e di manutenzione, ma anche, e in modo significativo, dall’aumento dei salari. L’aumento inflazionistico dei costi registrato in questo penultimo mese dell’anno è stato superiore alla media di serie storica. Per recuperare almeno in parte l’incremento delle spese, le aziende del terziario hanno scelto di aumentare i prezzi applicati ai clienti. Questo tasso di inflazione delle tariffe è stato il più elevato in quattro mesi e, soprattutto, si pone in controtendenza rispetto al precedente e prolungato periodo di sconti, segnalando un cambiamento nella strategia di prezzo del comparto dei servizi. Le proiezioni future rimangono favorevoli. Le aziende monitorate prevedono un ulteriore aumento dei livelli di attività, grazie agli investimenti pianificati e all’acquisizione di nuovi clienti.


L'ottimismo generale in merito al miglioramento delle condizioni del mercato ha portato il livello di fiducia al punto più alto degli ultimi quattro mesi, ma è importante notare che tale fiducia rimane attenuata rispetto alla media storica. Nils Müller, Junior Economist presso la Hamburg Commercial Bank, ha osservato che l’accelerazione del settore terziario è stata una spinta decisiva. Ha evidenziato che la forza della domanda interna sta compensando le difficoltà globali. L’ottimismo, seppur alto in quattro mesi, è inferiore ai numeri storici, un fatto che si spiega con l'incertezza sulla domanda estera e le sfide legate all’implementazione dell’AI nei processi aziendali. La performance robusta del settore terziario ha avuto un effetto trainante sull'intera economia privata italiana. Il PMI Composito italiano, che unisce servizi e manifattura, è salito a 53.8 dal 53.1 di ottobre, raggiungendo il suo valore massimo da aprile 2023. La produzione manifatturiera ha contribuito solo modestamente alla crescita attività economica Italia, consolidando il terziario come il vero motore dell’espansione nazionale.


L’economia italiana, spinta da una domanda interna più forte e da un miglioramento della fiducia, si avvicina alla fine dell'anno con basi solide. Ciononostante, l'inflazione e la debolezza della domanda estera rimangono fattori di rischio da monitorare attentamente. In questo contesto economico, la previsione è che il PIL italiano possa crescere dello 0.5% su base annua per il 2025 e dello 0.8% nel 2026.


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