HCOB PMI eurozona settore privato novembre 2025 raggiunge il record in due anni e mezzo

HCOB PMI eurozona settore privato novembre 2025 raggiunge il record in due anni e mezzo

Il settore privato dell’area eurozona ha sorpreso gli osservatori a novembre. La rilevazione HCOB PMI ha infatti segnalato una crescita record, la più rapida degli ultimi due anni e mezzo. Questo slancio, inaspettato per molti, è stato guidato da una domanda robusta e un’accelerazione significativa nel settore dei servizi, fattori chiave per l’espansione servizi B2B nell’area monetaria. L’indice HCOB PMI composito dell’eurozona, che aggrega i dati del manifatturiero e del terziario, è salito a 52.8 a novembre. Un miglioramento netto rispetto al 52.5 registrato a ottobre, che ha portato l'indice al livello massimo da maggio 2023.



Un valore superiore a 50 indica espansione e il dato non solo è cresciuto per il sesto mese consecutivo, ma ha anche superato la media storica di lungo periodo, attestata a 52.4. A spingere l'attività economica è stato soprattutto il settore terziario. L’attività terziaria dell’eurozona ha raggiunto 53.6, anch’esso il picco più alto in 30 mesi. Sebbene anche la manifattura abbia contribuito alla crescita totale, il suo ritmo si è lievemente rallentato, toccando i minimi in nove mesi. L’accelerazione complessiva del sistema riflette pertanto il vigore maggiore dei servizi, che hanno compensato il minor slancio industriale. La forte spinta espansiva non è stata un fenomeno isolato, ma si è manifestata in maniera diffusa in tutte le principali economie. Tutti e cinque i Paesi dell’eurozona monitorati dall'indagine PMI hanno riportato un aumento di attività. La classifica dei Paesi per Indice PMI della Produzione Composita a novembre mostra differenze notevoli:
- Irlanda 55.8 (massimo in 42 mesi);
- Spagna 55.1 (minimo in 2 mesi);
- Italia 53.8 (massimo in 31 mesi);
- Germania 52.4 (flash: 52.1) (minimo in 2 mesi);
- Francia 50.4 (flash: 49.9) (massimo in 15 mesi).


L’Italia, in particolare, ha segnalato il balzo più deciso nei livelli di attività da aprile 2023. La Spagna, pur rallentando leggermente dal picco di ottobre, mantiene un ritmo robusto, piazzandosi al secondo posto. Ottima la performance dell'economia francese, che ha registrato la sua prima espansione in 15 mesi. I nuovi ordini settore privato sono aumentati per il quarto mese consecutivo. Il tasso di crescita ha replicato il record in due anni e mezzo segnato in ottobre. Un’analisi più approfondita del dato mostra, però, che questa crescita deriva unicamente dalla domanda di servizi. Gli ordini manifatturieri hanno invece subito un calo marginale. Parallelamente, il volume degli ordini esteri (inclusi gli scambi intra-eurozona) si è ridotto, pur mantenendo un ritmo di declino molto lieve, invariato rispetto al mese precedente. Dopo una fase di stabilizzazione, il lavoro inevaso, o backlog, ha registrato un calo a novembre. Dato che gli ordini manifatturieri diminuiscono e quelli terziari crescono, è logico che la riduzione delle commesse in giacenza sia stata più rapida nel settore manifatturiero.


Il tasso composito di calo rimane contenuto, ma supera comunque la media storica della serie. La creazione di posti di lavoro si è mantenuta positiva per l’ottavo mese negli ultimi nove. La spinta alle assunzioni è arrivata quasi interamente dal terziario, in linea con l’andamento della domanda. Il personale nel settore manifatturiero ha invece continuato a ridursi, registrando la maggiore contrazione dallo scorso aprile. Nonostante il tasso di assunzione nei servizi abbia mostrato un lieve rallentamento, la crescita complessiva dell'occupazione è rimasta forte. Guardando ai prossimi dodici mesi, l’ottimismo delle aziende dell’eurozona è aumentato. Sia il manifatturiero sia il terziario hanno registrato maggiore fiducia per le prospettive future. Le aspettative di crescita si sono comunque mantenute leggermente al di sotto della media di lungo termine del settore. L’indagine di novembre ha anche messo in luce un aumento delle pressioni sui costi. Il tasso d’inflazione è salito al valore più alto da otto mesi. L’aumento dei costi di acquisto e la più veloce crescita dei costi operativi nel terziario sono i fattori scatenanti.


Le maggiori pressioni inflazionistiche, quindi, si sono concentrate principalmente nei servizi. In controtendenza, i prezzi di vendita applicati dalle aziende dell’eurozona hanno visto solo un lieve incremento, portando l'inflazione di vendita al livello minimo in sei mesi.


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