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02/10/2026

Governo e bilancio: la sfida dei 28 miliardi per energia e difesa

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Governo e bilancio: la sfida dei 28 miliardi per energia e difesa

Il Governo italiano ha deciso di muoversi d'anticipo chiedendo al Parlamento l'autorizzazione per uno scostamento di bilancio pari allo 0,3% del PIL. Questa manovra finanziaria, che copre il biennio 2027 e 2028, mette sul piatto un totale di 28 miliardi di euro. La somma verrà ripartita equamente tra due pilastri: il sostegno al settore energetico e il rafforzamento della difesa nazionale.


Questa scelta rientra nel quadro della flessibilità europea bilancio che la UE ha concesso all'Italia, anche se la cifra finale risulta inferiore al tetto massimo di 36 miliardi ipotizzato inizialmente. Forse, tra un calcolo e l'altro, qualcuno si è accorto che i conti devono tornare anche quando la realtà geopolitica decide di fare i capricci.

La decisione di ridimensionare le spese militari rispetto ai piani della scorsa estate, con circa 8 miliardi in meno del previsto, nasce dalla necessità di contrastare l'impatto dell'inflazione. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che l'approccio dell'esecutivo sarà improntato alla massima cautela. Le tensioni sui prezzi energetici e i rendimenti dei titoli di Stato impongono una gestione oculata delle risorse pubbliche. "Monitoro giorno per giorno, oggi la mia risposta è probabilmente diversa da un mese fa, l'approccio deve essere un attimo più prudente" ha affermato il titolare del Mef commentando la strategia per i prossimi mesi.




La manovra economica 2025 si preannuncia dunque come un esercizio di equilibrio tra rigore e agevolazioni. Al centro del piano di finanza pubblica restano alcuni obiettivi politici di rilievo per il Governo:

- il taglio tasse ceto medio attraverso l'estensione dell'aliquota Irpef al 33% per i redditi fino a 60 mila euro;

- l'introduzione di una flat tax al 5% dedicata esclusivamente ai lavoratori under 35;

- il contenimento dei costi dei carburanti e dell'energia per le piccole e medie imprese;

- la riduzione della pressione fiscale per incentivare i consumi interni;

- il monitoraggio costante del deficit per rispettare i parametri di Bruxelles.

Il 13 ottobre l'aula sarà chiamata a votare la proposta, un passaggio che rappresenterà un termometro per la stabilità della maggioranza. In questo contesto il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) ha aggiornato le stime di crescita del PIL per il 2026, portandole all'1% rispetto al precedente +0,6%.


Per gli anni successivi le previsioni rimangono stabili ma moderate: lo 0,8% nel 2027 e lo 0,9% nel 2028. Apparentemente l'economia italiana prova a correre, ma sembra più una marcia veloce sotto la pioggia che uno sprint al sole.

I numeri relativi al disavanzo mostrano un percorso accidentato: la quota del deficit dovrebbe salire al 3,4% nel 2027 per poi scendere gradualmente fino al 2,4% nel 2029. Giancarlo Giorgetti ha rassicurato sul fatto che il deficit rimarrà sotto il 3% nel 2026, ma ha ammesso che la spesa supplementare legata alle nuove regole della UE richiederà un'attenzione costante. La sfida principale rimane proteggere le famiglie dal carovita mentre si cerca di onorare gli impegni internazionali sulla sicurezza.

Le reazioni politiche non sono mancate. Da una parte la Lega esprime soddisfazione per il bilanciamento tra spese militari e aiuti ai cittadini contro il caro carburanti. Fonti interne al partito sottolineano come tra le priorità ci siano sconti per i trasporti pubblici a favore di studenti e pendolari.


Sul fronte opposto l'opposizione attacca duramente la scelta di destinare 14 miliardi alla difesa. Per Angelo Bonelli di AVS si tratta di una scelta politica che ignora le necessità della sanità pubblica e delle liste d'attesa. Anche Antonio Misiani del PD ha definito il documento come la fotografia di un'economia in affanno e priva di una visione strategica.

Il dibattito si sposterà presto in sede europea, dove la prossima settimana l'Ecofin a Lussemburgo valuterà i margini di manovra concessi all'Italia. La Commissione ha già dato alcuni segnali di apertura, ma la partita per la prossima legge di bilancio è ancora tutta da giocare. Resta l'incognita di come l'AI e le nuove tecnologie potranno influenzare la produttività in un periodo di transizione così delicato. Roma si prepara dunque a una sessione parlamentare intensa, con la consapevolezza che ogni decimale di scostamento potrà fare la differenza per la tenuta del sistema produttivo nazionale.



Articolo redatto da Stefano Russo, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.

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Articolo del 02/10/2026


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