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02/10/2025

Un report cruciale sui posti di lavoro USA: la Federal Reserve costretta a rifare i calcoli?

Un report cruciale sui posti di lavoro USA: la Federal Reserve costretta a rifare i calcoli?

I mercati finanziari, pur consci della fragilità del mercato del lavoro negli Stati Uniti, sono stati colti di sorpresa da una notizia inaspettata. Il recente rapporto ADP sull'occupazione ha rivelato un quadro decisamente preoccupante, proprio mentre lo shutdown governativo bloccava la diffusione dei dati ufficiali, amplificando l'incertezza generale. Questa situazione ha generato un'immediata reazione, con gli investitori che hanno iniziato a riconsiderare le prospettive future della politica monetaria. L'organismo ADP ha certificato una diminuzione di 32.000 posti di lavoro nei settori privati a settembre, un dato che contrasta nettamente con le previsioni degli economisti, i quali si aspettavano invece un aumento di 50.000 unità.


Inoltre, il lieve incremento di 54.000 unità registrato ad agosto è stato revisionato, trasformandosi in un piccolo calo. Queste cifre, prese nel loro insieme, dipingono un quadro ben più grigio di quanto si potesse immaginare, mettendo sotto pressione le aspettative per l'economia americana. Di fronte a queste pessime notizie, gli operatori di mercato hanno prontamente adottato la logica del "le cattive notizie sono buone notizie". Hanno così rafforzato le scommesse su possibili tagli di un quarto di punto percentuale ai tassi di interesse in ognuno degli incontri rimanenti della Federal Reserve per quest'anno. Questo sentiment si è tradotto in una performance brillante per le azioni del settore dei chip ad alta crescita sulla Borsa di Wall Street. L'onda positiva ha poi contagiato anche l'Asia, infondendo ottimismo nelle borse di Tokyo, Taipei, Hong Kong e Seul. Anche i future europei indicavano un'apertura decisamente al rialzo, segno di una reazione globale. Nel frattempo, i rendimenti dei Treasury a breve termine hanno continuato la loro discesa a Tokyo, toccando un nuovo minimo delle ultime due settimane.




Questa dinamica ha mantenuto il dollaro vicino al minimo di una settimana rispetto a un paniere delle sue principali controparti, riflettendo la crescente aspettativa di una politica monetaria meno restrittiva. L'oro, dopo aver sfiorato la soglia storica dei 3.900 dollari per la prima volta durante la notte, ha ripreso fiato, stabilizzandosi intorno ai 3.866 dollari. La durata dello shutdown governativo negli Stati Uniti potrebbe rivelarsi un fattore determinante. Attualmente, mancano ancora diverse settimane alla prossima decisione sui tassi della Federal Reserve, prevista per il 29 ottobre. C'è, quindi, un margine di tempo sufficiente per ripristinare la raccolta dei dati sull'occupazione e su altri indicatori economici cruciali. Ma le profonde divisioni politiche che hanno portato allo shutdown fanno presagire una battaglia prolungata. La Federal Reserve potrebbe così trovarsi a operare in gran parte alla cieca, senza informazioni complete. A meno di un improvviso cambiamento, la tanto attesa pubblicazione mensile dei dati sulle buste paga di venerdì non avverrà.


Allo stesso modo, le cifre settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione, previste per giovedì, saranno una vittima ancora più immediata dell'oscuramento del Dipartimento del Lavoro. Questo significa che i dati sui licenziamenti di Challenger, attesi per la giornata odierna, riceveranno un'attenzione molto maggiore del solito. Intanto, le comunicazioni dei membri della Federal Reserve non subiranno interruzioni, con la presidente della Fed di Dallas, Lorie Logan, che farà la sua comparsa. In Europa, anche il vicepresidente della BCE, Luis De Guindos, e altri esponenti politici, tra cui il membro del consiglio della BCE Patrick Montagner, il capo della banca centrale irlandese Gabriel Makhlouf e il governatore della Riksbank Erik Thedéen, sono attesi per intervenire in vari forum, aggiungendo ulteriori spunti al panorama economico globale.


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Articolo del 02/10/2025