La pressione è scattata sui titoli rischiosi, spinta da due forze opposte: il rialzo dei tassi e il rincaro del petrolio.
Il ruolo dei tassi di interesse
Il mercato obbligazionario ha aperto la scena. Il rendimento del Treasury decennale ha toccato il 4,79 %, il picco più alto da gennaio 2025, mentre il trentennale si avvicina al 5,27 %. La curva dei rendimenti si è irrigidita dopo le dichiarazioni del simposio di Jackson Hole, dove il presidente della Fed Kevin Warsh ha ricordato la possibilità di un ulteriore rialzo dei tassi a settembre. I futures sui fondi Fed ora indicano una probabilità del 68 % di un nuovo aumento, rispetto al 35 % della settimana precedente. L’effetto è stato immediato sui titoli growth e sui chip: il comparto dei semiconduttori ha subito un calo significativo, spingendo il Nasdaq 100 a perdere più dell’1,5 % intraday prima di contenere le perdite.
Il petrolio accende il fuoco
Il WTI è salito di circa il 5,5 % a 90,48 $, mentre il Brent ha superato i 95 $.
L’impennata è stata innescata dagli attacchi statunitensi a installazioni dell’IRGC iraniano vicino a Bandar Abbas e Chah Bahar, con due petroliere colpite nello Stretto di Hormuz. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato nuove sanzioni bancarie contro Teheran, descritte come un tentativo di “asfissia economica” del regime. L’aumento del prezzo dell’energia ha riacceso i timori di inflazione, proprio mentre il rapporto JOLTS di luglio mostrava 7,3 milioni di posizioni aperte, tasso di licenziamento stabile all’1 % e dimissioni all’1,9 %: un mercato del lavoro ancora teso che riduce le prospettive di un taglio dei tassi.
Le aziende sotto i riflettori
Le azioni più colpite sono quelle sensibili al costo del denaro. Dell Technologies ha ceduto circa il 6,8 % dopo la pubblicazione dei risultati: nonostante il fatturato superiore alle attese, gli investitori hanno punito la guidance sul margine e l’avvio prudente del trimestre. Palo Alto Networks ha subito un calo a causa di una guidance più debole sulle subscription, pur registrando ricavi in crescita.
Al contrario, alcuni titoli a piccola capitalizzazione hanno beneficiato di rotazioni speculative. GoPro è balzata del 40 %, seguita da Fervo Energy (+28 %) e AEye (+28 %). Tra i giganti, Apple resta al centro dell’attenzione in attesa della presentazione del nuovo CEO John Ternus, mentre Microsoft ha visto il target price di Bank of America salire a 600 $, rispetto ai precedenti 500 $, spinto dal dominio nel cloud e nell’AI. Tesla, Nvidia e altri titoli legati ai chip hanno mostrato segni di debolezza, con Nvidia che ha subito la rotazione settoriale dopo i recenti massimi.
Andamento settoriale e prossimi eventi
Su undici comparti del S&P 500, sei chiudono in negativo e cinque in positivo. Solo l’energia, sostenuta dal rally del petrolio, e la sanità mostrano segni di resilienza. Tecnologia, consumer discretionary e finanziari cedono, questi ultimi penalizzati dal riprezzamento della curva dei rendimenti.
Il mese di agosto aveva registrato guadagni contrari: il Nasdaq era in rialzo del 3,9 %, l’S&P 500 del 2,6 % e il Dow dell’1,3 %. La prima seduta di settembre ha cancellato gran parte di quei profitti. Venerdì arriverà il report sull’occupazione di agosto (Non‑Farm Payrolls), il primo vero test per la Fed, con una stima di circa 55.000 nuovi posti. Parallelamente, lo spread tra il rendimento USA a dieci anni e quello giapponese, tornato ai massimi dal 2008, ricorda che la pressione sui tassi non è solo americana ma globale: Tokyo ha visto il suo decennale al 3 % per la prima volta dal 1996.
Chi avrebbe mai pensato che il mercato si divertisse così in pieno autunno?
Articolo redatto da Marcello Esposito, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.
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Economia
Articolo del 01/09/2026
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