
01/08/2025
Il panorama del commercio globale assiste a un cambiamento epocale. Un colosso cinese dell'eCommerce, JD.Com, ha lanciato un'offensiva strategica sul mercato europeo, puntando direttamente al cuore del retail fisico e alla consolidata egemonia di Amazon. Questa mossa, che segna un precedente significativo, si concretizza con l'acquisizione del gruppo tedesco Ceconomy, un gigante che detiene le celebri catene MediaMarkt e Saturn, nomi noti anche in Italia attraverso il marchio MediaWorld. L'operazione, valutata circa 2,2 miliardi di euro, prevede un'offerta pubblica volontaria di 4,60 euro per azione. Questo prezzo incorpora un premio del 43% rispetto alla media degli ultimi tre mesi, dimostrando la determinazione di JD.Com nell'assicurarsi il controllo.
Con questa mossa audace, la piattaforma asiatica acquisisce una vasta rete che comprende oltre 1.000 punti vendita distribuiti in 11 Paesi europei, una forza lavoro di circa 48.000 dipendenti e un fatturato annuo che si attesta sui 22,4 miliardi di euro, secondo i dati del 2024. Una scala di acquisizione che non ha precedenti per un attore cinese nel settore del retail europeo. JD.Com ha costruito la sua incredibile traiettoria di successo differenziandosi dai suoi concorrenti, che spesso si limitano a ospitare venditori terzi. Fondata nel 1998 da Richard Liu, l'azienda ha puntato tutto sul controllo diretto di logistica e distribuzione. In Cina gestisce oltre 820 magazzini, una flotta di più di 37.000 veicoli per le consegne e un esercito di 323.000 addetti alla logistica. Una vera e propria macchina da guerra dell'eCommerce, capace di generare ricavi annuali superiori ai 150 miliardi di dollari e di servire ben 569 milioni di utenti attivi ogni mese. Negli anni più recenti, anche a causa di un certo rallentamento economico interno alla Cina, JD.Com ha intensificato la sua spinta verso l'espansione internazionale.
Nei Paesi Bassi, per esempio, ha introdotto Ochama, un modello innovativo che fonde negozio fisico e digitale. Ha inoltre testato la piattaforma Joybuy nel Regno Unito e, pur senza successo, ha valutato l'acquisto del britannico Currys. L'ingresso sul mercato europeo si concretizza ora attraverso l'intesa con Ceconomy, un partner scelto non solo per la sua vasta capillarità, ma anche per le significative sinergie strategiche nel segmento del retail di qualità superiore. In Italia, l'eredità che JD.Com si appresta a raccogliere è di primissimo piano. MediaWorld rappresenta il secondo mercato più rilevante del gruppo Ceconomy, subito dopo la Germania. Conta 144 punti vendita, impiega 5.000 dipendenti e ha registrato un fatturato di 2,4 miliardi di euro nel 2024. Il piano triennale prevede investimenti per 100 milioni di euro, con 25,7 milioni già destinati nel 2024 per progetti che includono:
- 10 nuove aperture;
- 13 ammodernamenti;
- 5 shop-in-shop in collaborazione con Bennet.
Questi numeri sottolineano la centralità del mercato italiano all'interno della più ampia strategia europea di JD.Com. Il MediaMarktSaturn Retail Group, la vasta galassia europea di Ceconomy, opera attualmente attraverso due distinti marchi: MediaMarkt, più diffuso nei grandi centri commerciali, e Saturn, con una presenza storica nei centri urbani. Dal 2024 è iniziata una fusione progressiva tra i due brand. Dei circa 134 punti vendita Saturn ancora operativi in Europa, 14 sono già stati riconvertiti in MediaMarkt, con l'obiettivo di ridurne ulteriormente il numero a circa 75. Per l'Italia, questa transizione è già completa. Il marchio Saturn è stato definitivamente dismesso nel 2016, quando l'ultimo negozio ha chiuso i battenti, consolidando l'unificazione sotto il singolo brand MediaWorld. L'approccio di JD.Com al mercato non si limita a essere quello di un semplice concorrente asiatico; l'azienda propone un modello operativo alternativo. A differenza di piattaforme come Temu e Shein, che si concentrano prevalentemente su una logica di "basso costo", JD.Com enfatizza la qualità dei prodotti, la robustezza delle infrastrutture e l'omnicanalità.
L'integrazione con Ceconomy permetterà alla compagnia cinese di sviluppare un approccio ibrido, fisico e digitale, in Europa, proprio dove Amazon mostra ancora alcune criticità strutturali, specialmente per quanto concerne la sua presenza offline. Con l'acquisizione di Ceconomy, JD.Com acquisisce anche una partecipazione indiretta in Unieuro (attraverso Fnac Darty, di cui Ceconomy detiene il 23,4%), rafforzando così la sua influenza in un'area cruciale come l'Italia. Il gruppo tedesco ha già comunicato che manterrà la propria indipendenza operativa, la sede e il personale senza modifiche. JD.Com si è impegnata a non stipulare accordi di dominio o di trasferimento degli utili e ha assicurato impegni vincolanti a sostegno della strategia attuale di Ceconomy, dei suoi marchi e dei suoi dipendenti. Convergenta, la holding della famiglia fondatrice di Ceconomy, manterrà il 25,4% delle azioni, garantendo così una governance condivisa. Gli altri azionisti storici – Haniel, Beisheim e Freenet – hanno già accettato l'offerta per il 32% del capitale.
Il completamento dell'operazione è previsto per la prima metà del 2026, subordinato al via libera delle autorità antitrust. Questa partita, ciononostante, non è esclusivamente economica. Dietro l'ingresso di JD.Com in Europa, e in particolare in Italia, si cela anche una questione geopolitica di notevole complessità. L'operazione incide direttamente su 5mila posti di lavoro, una rete commerciale capillare e il delicato rapporto economico tra Italia e Cina, già sotto stretta osservazione da parte degli Stati Uniti nell'era di Trump 2.0.
Fonti governative hanno confermato che l'acquisizione verrà sottoposta alla procedura del Golden Power. Questo strumento consente al governo italiano di bloccare, limitare o condizionare operazioni che coinvolgono asset strategici per il paese.
A differenza del passaggio di Unieuro sotto il controllo francese di Fnac, operazione che non fu notificata a Palazzo Chigi, l'ingresso diretto di un colosso cinese muta radicalmente il quadro.
JD.Com non è un'entità europea; è cinese, e questa condizione è sufficiente per attivare un segnale di allarme.
Articolo del 01/08/2025

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