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31/07/2025

Unicredit: la scalata record oltre i 100 miliardi e il paradosso che agita il settore

Unicredit: la scalata record oltre i 100 miliardi e il paradosso che agita il settore

Un traguardo significativo è stato tagliato di recente da Unicredit, la grande banca italiana che ha superato la soglia dei 100 miliardi di euro di capitalizzazione in Borsa. Si tratta di un momento di grande rilevanza per il gruppo, con il titolo che ha chiuso le contrattazioni a Piazza Affari a 64,16 euro, un valore non raggiunto dall'agosto del 2010. Erano altri tempi, un’era diversa, con Alessandro Profumo alla guida e l’Italia ancora immersa nelle tensioni di una crisi del debito che avrebbe profondamente segnato i bilanci degli istituti bancari del paese.



Oggi, alla guida di Unicredit, c'è Andrea Orcel, spesso soprannominato il Cristiano Ronaldo delle banche. Da quando ha assunto la direzione, le azioni della banca hanno registrato un incremento straordinario, guadagnando un impressionante 660% in borsa. La capitalizzazione dell'istituto è schizzata da poco più di 13 miliardi a ben 101 miliardi di euro. L'era Orcel è ufficialmente iniziata il 15 aprile 2021, quando l'assemblea degli azionisti ha ratificato la sua nomina, annunciata dal Consiglio di Amministrazione alla fine del gennaio precedente. A quel tempo, il titolo si scambiava ancora a circa 8,50 euro.


Il successo di Orcel è frutto di una combinazione di capacità strategica e un pizzico di fortuna. Poco dopo il suo insediamento, i tassi di interesse sul mercato hanno iniziato a salire, spinti da un'inflazione crescente. L'anno successivo, la Banca Centrale Europea (BCE) ha formalizzato questi aumenti.




Questo scenario ha permesso ai bilanci delle banche, sia in Italia sia nel resto d’Europa, di gonfiarsi. Interessi più elevati consentono agli istituti di credito di generare maggiori profitti prestando denaro. L’utile netto di Unicredit, che nel 2021 si attestava a 1,5 miliardi di euro, è esploso fino a raggiungere il record di 9,3 miliardi di euro nel 2024. Quest'anno, si prevede un nuovo massimo storico, considerando che nel primo semestre si è già toccato quota 6,1 miliardi.


Durante la gestione Orcel, gli utili totali hanno superato i 30 miliardi di euro. Parallelamente, i dividendi per gli azionisti sono saliti vertiginosamente: da 0,538 euro per l’esercizio 2021 a 2,4025 euro per azione per il 2024. Orcel ha inoltre annunciato, presentando i conti semestrali, l’intenzione di distribuire agli azionisti ben 30 miliardi di euro nel triennio 2025-2027. Di questa somma, la metà sarà erogata tramite dividendi e l'altra metà attraverso il buyback, ovvero il riacquisto delle azioni in circolazione.



La straordinaria crescita in borsa di Unicredit sta avendo effetti profondi anche sull’intero settore bancario italiano. Le dimensioni raggiunte dall'istituto gli permettono di valutare acquisizioni sia sul mercato domestico sia su quello estero. Non è un caso che Orcel abbia puntato per mesi a scalare Commerzbank in Germania, mentre solo pochi giorni fa ha dovuto desistere dall'operazione su Banco BPM. Il governo aveva parzialmente esercitato i poteri previsti dal “Golden Power”, imponendo severe limitazioni per concedere il via libera all’Offerta Pubblica di Scambio (OPS).


Il successo di Unicredit in borsa si sta trasformando in una sorta di paradosso per Orcel. La banca è diventata così grande da non poter rimanere nella sua configurazione attuale, ma allo stesso tempo incontra difficoltà nel concludere operazioni significative a causa delle resistenze politiche.


Ciononostante, il titolo continua a salire anche per questo motivo. In assenza di accordi per espansioni, il CEO ha più volte ribadito che l'eccesso di capitale sarà distribuito agli azionisti. Sembra, quindi, che la generosa remunerazione per i soci potrebbe non essere ancora giunta al termine.


Considerando il piano per il triennio in corso, ai prezzi attuali, ogni azione verrebbe remunerata in media per quasi il 10% all'anno, unendo l'effetto dei dividendi e del buyback.



Unicredit: la scalata record oltre i 100 miliardi e il paradosso che agita il settore
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Articolo del 31/07/2025