
Mese dopo mese, una nuova spinta si fa sentire nell'economia italiana. Secondo l'Istat, a giugno, dopo un periodo di relativa calma, i prezzi alla produzione dell'industria hanno ripreso a salire, segnando un'accelerazione significativa. Questa ripresa è alimentata soprattutto dai rincari nel comparto energetico sul mercato interno. Se escludiamo l'energia, la situazione cambia drasticamente: i prezzi si mantengono quasi invariati, con una flessione minima, e la crescita annuale risulta molto più contenuta.
Entrando nei dettagli, i prezzi alla produzione dell'industria hanno registrato un aumento dell'1,5% su base mensile a giugno 2025, e un +2,5% su base annua.
Questo dato è un salto significativo rispetto al +1,7% rilevato a maggio, palesando un cambio di direzione.
Analizzando il mercato interno, la dinamica è ancora più evidente: i prezzi sono saliti del 2,2% rispetto al mese precedente e hanno segnato un robusto +3,9% su base annua, in netta accelerazione dal +2,7% di maggio. Curiosamente, senza l'influenza del settore energetico, i prezzi interni mostrano una stabilità congiunturale, con una crescita annuale ben più contenuta, attestandosi al +0,9% dal +1,0% di maggio. Questo sottolinea l'influenza preponderante dell'energia sul quadro generale.
Diverso lo scenario per il mercato estero. Qui, i prezzi hanno mostrato una leggera diminuzione dello 0,2% su base mensile. Guardando all'anno, la crescita è stata solo dello 0,3%, un dato che nasconde differenze tra le aree: l'Area Euro ha visto un +0,8%, ma l'Area non Euro ha registrato una flessione dello 0,4%.
Nel secondo trimestre del 2025, rispetto ai primi tre mesi dell'anno, i prezzi alla produzione complessivi dell'industria hanno evidenziato una contrazione del 3,5%.
Questa diminuzione è stata più marcata sul mercato interno (-4,7%), mentre sul mercato estero la flessione è stata più contenuta (-0,3%).
Approfondendo le componenti del mercato interno, si osserva che la crescita annuale dei prezzi dei beni intermedi ha rallentato, attestandosi al +0,4% dal +0,6% di maggio. Al contrario, i beni strumentali hanno visto un'accelerazione al +0,8% (dal +0,6%), e i beni di consumo hanno segnato un aumento più marcato, passando dal +1,6% al +1,8%.
Scendendo al dettaglio delle singole attività manifatturiere, giugno 2025 ha evidenziato incrementi annuali disomogenei sul mercato interno. L'aumento più significativo si è registrato nel settore dei prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici, con un incremento del +2,7%.
Sul fronte del mercato estero, gli aumenti più consistenti si sono manifestati in diversi settori:
Per l'Area Euro: Prodotti alimentari, bevande e tabacco +4,9%; Industria del legno, della carta e stampa +4,0%; Mezzi di trasporto: +3,9%.
Per l'Area non Euro: Altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature +3,9%.
Non tutti i settori, comunque, hanno visto crescere i prezzi. Cali tendenziali di ampia portata si sono registrati trasversalmente in tutti i mercati per il coke e prodotti petroliferi raffinati:
- Mercato interno: -8,6%;
- Area Euro: -5,5%;
- Area non Euro: -3,4%.
Un dato che merita attenzione è la riaccelerazione della crescita annuale dei prezzi per la fornitura di energia elettrica e gas sul mercato interno, salita al +12,9% dal +9,3% del mese precedente. Questo conferma il ruolo centrale dell'energia nella dinamica inflazionistica corrente.
Anche il settore delle costruzioni presenta dinamiche interessanti. A giugno 2025, i prezzi alla produzione per gli edifici residenziali e non residenziali hanno segnato una lieve diminuzione dello 0,1% su base mensile, ma hanno mostrato una crescita robusta dell'1,9% su base annua, in accelerazione rispetto al +1,3% di maggio.
Per quanto riguarda le strade e ferrovie, i prezzi sono rimasti stabili nel mese, ma hanno registrato una crescita annuale dello 0,4%, dopo un periodo di stazionarietà.
Guardando al secondo trimestre 2025, i prezzi per gli edifici residenziali e non residenziali hanno visto un incremento dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, mentre quelli relativi a strade e ferrovie hanno registrato una leggera flessione dello 0,2%.
Questi dati tracciano un quadro complesso, dove la spinta dei costi energetici emerge come il fattore dominante per il risveglio dei prezzi alla produzione nell'industria, con ripercussioni differenziate tra i settori e i mercati. La vigilanza su queste dinamiche resta cruciale per comprendere le future traiettorie dell'economia.
Articolo del 31/07/2025

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