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31/07/2025

Inflazione italiana a luglio 2025: la stabilità nasconde dinamiche mutevoli nei prezzi

Inflazione italiana a luglio 2025: la stabilità nasconde dinamiche mutevoli nei prezzi

L'Italia si trova di fronte a un panorama economico dove i prezzi al consumo mostrano, a luglio 2025, una stabilità apparente. Nonostante il dato generale sull'inflazione si sia mantenuto invariato, attestandosi al +1,7% su base annua, lo stesso valore registrato nel mese precedente, un'analisi più approfondita rivela un quadro ben più complesso. Questo tasso stabile, infatti, è il risultato di spinte e rallentamenti che riguardano diverse categorie di beni e servizi, delineando un'economia in continuo adattamento. L'Indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC), escludendo i tabacchi, ha segnato un incremento dello +0,4% su base mensile a luglio.


Questa variazione mensile, apparentemente contenuta, trova la sua radice nell'aumento dei Beni energetici non regolamentati, saliti dell'+1,6%, e dei Servizi relativi ai trasporti, che hanno visto un aumento dell'+1,0%. Anche gli Energetici regolamentati hanno contribuito con un +0,9%, i Servizi vari con un +0,6% e gli Alimentari lavorati con un +0,5%. Al contempo, i Beni alimentari non lavorati hanno registrato una leggera flessione, pari al -0,6% su base mensile, in parte bilanciando altre spinte. La stabilità del dato annuale cela movimenti opposti in vari settori. Abbiamo assistito a un'accelerazione nei prezzi di alcuni comparti fondamentali. I Beni alimentari non lavorati hanno mostrato una crescita più marcata, passando dal +4,2% al +5,1%. Anche i Beni alimentari lavorati sono cresciuti con maggiore intensità, dal +2,7% al +3,1%. Un aumento significativo si è notato nei Servizi vari, che sono balzati dal +1,6% al +2,2%, e nei Servizi relativi ai trasporti, la cui dinamica è passata dal +2,9% al +3,4%.




Questi incrementi indicano pressioni persistenti su costi essenziali per la vita quotidiana e la mobilità. D'altro canto, si è osservata una decelarazione, o addirittura un'accentuazione della flessione, in altre aree. I Beni energetici regolamentati hanno rallentato la loro corsa, scendendo dal +22,6% al +16,7%, un segnale di allentamento su una componente solitamente molto volatile. Anche i Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona hanno decelerato, passando dal +3,2% al +2,6%. La flessione dei Beni energetici non regolamentati si è poi accentuata, registrando un -5,8% rispetto al -4,2% del mese precedente. Questo movimento contrastato dipinge un quadro economico in cui l'energia, dopo picchi notevoli, inizia a mostrare segni di raffreddamento, ciononostante, il costo di alimenti e servizi continua a esercitare una pressione. L'inflazione di fondo, quella che esclude le componenti più volatili come energetici e alimentari freschi, è rimasta sostanzialmente invariata a +2,0%.


Se si escludono solo i beni energetici, l'inflazione aumenta leggermente dal +2,1% al +2,2%, indicando una pressione di fondo costante sui prezzi al netto delle oscillazioni maggiori. Per quanto riguarda il confronto tra beni e servizi, si è vista una moderata attenuazione nella crescita dei prezzi dei beni, che è scesa dal +0,9% al +0,7%. Analogamente, anche la crescita dei servizi ha mostrato un leggero rallentamento, dal +2,7% al +2,6%. Questo ha portato a un lieve aumento del differenziale inflazionistico tra servizi e beni, che si è attestato a +1,9 punti percentuali, rispetto al +1,8 del mese precedente. Ciò significa che i servizi continuano a costare significativamente di più rispetto ai beni, e il divario si allarga. Un segnale importante arriva dal carrello della spesa, ovvero i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Questi hanno mostrato una dinamica in accelerazione, passando dal +2,8% al +3,4%. Anche i prodotti ad alta frequenza d’acquisto hanno visto un incremento più rapido, dal +2,0% al +2,3%.


Questo è un dato che impatta direttamente sulla percezione dell'inflazione da parte delle famiglie, poiché riguarda gli acquisti essenziali e più frequenti. L'inflazione acquisita per il 2025 si attesta al +1,7% per l'indice generale, mentre per la componente di fondo è del +1,9%. Questo valore rappresenta l'eredità inflazionistica che si porterà avanti per il resto dell'anno, anche se i prezzi non dovessero più aumentare da questo momento in poi. Infine, l'Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (IPCA) ha registrato una variazione mensile del -1,0%, un dato che si spiega principalmente con l'effetto dei saldi estivi, non considerati nel calcolo del NIC. Su base annua, l'IPCA si è posizionato al +1,7%, in lieve calo rispetto al +1,8% del mese precedente. Questa metrica, cruciale per i confronti a livello europeo, conferma la tendenza generale, ma con la specificità dell'impatto delle promozioni stagionali.


Inflazione italiana a luglio 2025: la stabilità nasconde dinamiche mutevoli nei prezzi
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Articolo del 31/07/2025