Il settore delle costruzioni affronta una strana crisi: ecco perché il futuro è tra operai e algoritmi

Il settore delle costruzioni affronta una strana crisi: ecco perché il futuro è tra operai e algoritmi

31/07/2025

La filiera delle costruzioni si conferma uno dei motori economici vitali per il nostro Paese, un pilastro solido su cui poggia gran parte della nostra produttività. All'inizio del 2025 si contavano ben 752.277 imprese attive in questo settore, un numero che rappresenta quasi il 15% del totale nazionale, pari a 5.044.698 aziende. Un comparto produttivo di tale rilevanza ha dimostrato una notevole capacità di tenuta nel 2024, registrando un incremento del valore aggiunto dell'1,2% rispetto all'anno precedente. In un periodo caratterizzato da incertezze economiche diffuse e da una persistente instabilità geopolitica, le imprese che operano nella produzione, distribuzione e servizi per l'edilizia e gli impianti si muovono nel 2025 con una dose di cauto ottimismo.


Ciononostante, si trovano a fronteggiare due ostacoli significativi: una cronica carenza di manodopera specializzata e una diffusa resistenza all'adozione dell'Intelligenza Artificiale (AI), che stenta ancora a trovare spazio nelle strategie aziendali. Queste dinamiche emergono chiaramente dall'ultimo Osservatorio SAIE, realizzato in collaborazione con Nomisma, il quale ha focalizzato la sua indagine proprio su formazione e AI, due aspetti cruciali per il futuro del settore. L'analisi approfondisce i temi più urgenti che saranno al centro della prossima edizione di SAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti, in programma alla Fiera del Levante di Bari dal 23 al 25 ottobre 2025. L'Osservatorio SAIE rivela che il settore delle costruzioni gode di buona salute. Infatti, il 13% delle imprese prevede un aumento del fatturato per la chiusura del 2025. Paragonando i dati con lo stesso periodo del 2024, il primo trimestre del 2025 ha visto una crescita dei ricavi per oltre un'impresa su tre (34%).


Per una percentuale quasi identica di aziende, i ricavi sono rimasti stabili, confermando una tendenza positiva. Questa dinamica favorevole non si limita solo all'aspetto economico: oltre la metà delle imprese campione (52%) considera adeguato il proprio portafoglio ordini. Inoltre, i livelli di fiducia sono particolarmente elevati: quasi un'impresa su due (48%) esprime un livello di fiducia alto o molto alto riguardo alla propria situazione aziendale. Eppure, osservando lo scenario più ampio, si manifestano preoccupazioni concrete legate ai recenti shock geopolitici e all'incerto andamento dell'economia nazionale. Ben il 76% del campione si dichiara pessimista sullo scenario internazionale. Ma quali sono gli elementi che più inquietano gli imprenditori? La cessazione dei bonus edilizi, un quadro normativo incerto e la riduzione degli investimenti, sia pubblici che privati, rappresentano oggi i fattori che generano maggiore scetticismo tra le aziende. Tra gli incentivi che hanno riscosso maggiore apprezzamento, spiccano il Bonus ristrutturazioni, il Superbonus 65% e l'Ecobonus.


Passando al delicato ambito delle risorse umane, un'impresa su quattro si prepara ad assumere nuovo personale nel prossimo trimestre, con una media di due nuove unità per azienda. Le figure più ricercate sono gli impiegati (67%), seguiti dagli ingegneri (33%) e dagli operai, sia specializzati che non (entrambe le tipologie al 25%). L'indagine dell'Osservatorio SAIE evidenzia come gli operai altamente specializzati siano i profili più difficili da reperire sul mercato del lavoro. Le ragioni principali di questa difficoltà sono molteplici: la mancanza di candidati con qualifiche sufficienti, citata dal 66% delle aziende, competenze non adeguate alle esigenze specifiche dell'azienda, segnalata dal 34%, e scarsa disponibilità di questi profili nella zona geografica di riferimento, che interessa il 31% delle imprese, con una maggiore incidenza nel Nord Italia. Questa carenza ha ripercussioni concrete sulle attività produttive: il 31% delle aziende ha subito perdite economiche, mentre il 26% ha registrato ritardi nelle consegne. Inoltre, il 9% delle imprese non ha potuto partecipare a bandi importanti proprio a causa della mancanza di personale qualificato.


Di fronte a tale situazione, oltre 7 aziende su 10 (72%) hanno scelto di assumere profili con minore esperienza. Conseguentemente, le imprese stanno investendo maggiori risorse nella formazione, attivando anche collaborazioni con Istituti Tecnici Superiori (ITS) e scuole di alta specializzazione. Non sorprende che la formazione tecnica e specialistica si classifichi al secondo posto tra le aree prioritarie di investimento, superata solo dalla formazione sulla sicurezza sul lavoro. Gli imprenditori considerano l'investimento in formazione un elemento fondamentale per accrescere le competenze, migliorare la produttività e rafforzare l'immagine aziendale (l'employer branding). Con tutto ciò, i budget dedicati a queste iniziative rimangono contenuti, attestandosi al di sotto dei mille euro per dipendente per più di 6 imprese su 10 (66%), e solo il 13% delle aziende è disposto a spendere oltre duemila euro. Ma a che punto è il settore per quanto riguarda l'adozione dell'Intelligenza Artificiale e delle nuove tecnologie? L'applicazione dell'AI nella filiera è ancora in una fase di studio e valutazione approfondita.


L'81% delle imprese non ne fa uso, ma il 35% di queste ha già espresso l'intenzione di integrarla in futuro. Le motivazioni che spingono le aziende a non ricorrere all'AI sono diverse: molte dichiarano di non possedere l'expertise necessaria per implementarla, mentre altre sono già soddisfatte della propria organizzazione interna e preferiscono mantenere le metodologie di lavoro consolidate. Nondimeno, quasi 5 aziende su 10 prevedono di implementare l'AI nei prossimi 2-3 anni. Tra quelle che già la utilizzano, circa il 19%, si trovano principalmente imprese dei settori della Progettazione e dei Servizi, con una maggiore concentrazione nel Centro-Nord Italia. Tra le aree di applicazione più frequenti, il marketing, la comunicazione e il CRM occupano il primo posto, seguiti dal customer service e dalla produzione. Le imprese che adottano l'AI citano come vantaggi principali un aumento dell'efficienza operativa, l'automazione dei compiti ripetitivi e un significativo miglioramento del servizio clienti. Anche in questo ambito la formazione gioca un ruolo centrale, con oltre la metà delle aziende (58%) che sta già organizzando corsi specifici o intende farlo prossimamente.


Emilio Bianchi, direttore di SAIE, ha sottolineato come la fiera si stia consolidando edizione dopo edizione come un punto di riferimento essenziale per il settore delle costruzioni, grazie al suo format concreto e allineato alle esigenze del comparto. L'ampliamento della superficie espositiva per SAIE Bari 2025, che vedrà tre padiglioni in più rispetto all'edizione precedente del 2023, insieme a una partecipazione crescente di aziende e comunità tecniche, conferma la costante evoluzione di una manifestazione capace di intercettare le reali necessità della filiera edile e impiantistica. In un momento in cui l'intero settore è chiamato a confrontarsi con sfide di ampia portata, dalla ricerca di figure qualificate alla transizione ecologica e tecnologica, la fiera rappresenta un'occasione concreta per aggiornarsi, stringere nuove connessioni e guardare con fiducia al futuro del comparto.


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Articolo del 31/07/2025


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