Tassi, commercio e giganti: i mercati vibrano mentre la Fed decide e le aziende svelano i conti

Tassi, commercio e giganti: i mercati vibrano mentre la Fed decide e le aziende svelano i conti

Una profonda attesa permea le piazze finanziarie mondiali, dove gli occhi degli investitori sono puntati sulla Federal Reserve e sulla sua imminente decisione sui tassi di interesse, attesa alle 20 (ora italiana). Le manovre delle banche centrali rappresentano sempre un momento cruciale, ma in questo contesto un elemento di frizione si manifesta con particolare evidenza: la tensione tra il presidente della Fed, Jerome Powell, e il presidente degli USA, Donald Trump, un fattore che aggiunge incertezza all'orizzonte economico. Parallelamente, l'attenzione resta alta sulle complesse trattative commerciali che vedono opposte Cina e Stati Uniti, un negoziato in grado di ridisegnare gli equilibri globali.



D'altro canto, su entrambi i lati dell'Atlantico, la stagione delle trimestrali entra nel vivo, fornendo un barometro essenziale sulla salute finanziaria delle grandi società. Tra le più attese di oggi, spiccano i bilanci di Meta e Microsoft negli Stati Uniti, e quelli di Intesa Sanpaolo, Snam e Fincantieri in Italia. Il settore automobilistico è stato protagonista di notizie significative. Stellantis, per esempio, ha chiuso il primo semestre del 2025 con una quota di mercato del 17% nel mercato totale auto UE30, superando 1.300.000 immatricolazioni. La sua leadership nei veicoli commerciali si conferma robusta, mentre si osserva una crescita continua nel segmento delle vetture ibride, dove il gruppo ha saputo conquistare posizioni di vertice nel corso dei primi sei mesi dell'anno. Le vendite di veicoli ibridi, in particolare, registrano un incremento del 4,2% su base annua, cementando una posizione dominante. Anche il settore dei veicoli commerciali vede Stellantis rafforzare la sua quota di mercato, salita di 1,4 punti percentuali in un segmento che, purtroppo, ha visto un calo generale del 13%; la quota di mercato complessiva sfiora ormai il 30%.


Un segnale positivo arriva anche dalla raccolta ordini, cresciuta del 10% da inizio anno, mentre, contemporaneamente, lo stock di proprietà ha visto una riduzione del 16%. Nel frattempo, il panorama industriale ha assistito a una importante operazione: Iveco Group è stata ceduta alla società indiana Tata Motors per un controvalore di 3,8 miliardi di euro. Questa notizia è stata ufficialmente comunicata dall'azienda stessa. Una parte di questa operazione ha interessato anche il settore della difesa: la divisione Iveco Defence è passata nelle mani di Leonardo. Il CEO di Leonardo, Roberto Cingolani, ha confermato la finalizzazione dell'acquisto proprio nelle ultime ore, in occasione della presentazione dei conti semestrali della sua società. Sul fronte delle leadership aziendali, il consiglio di amministrazione di Renault ha scelto François Provost come nuovo CEO, succedendo a Luca de Meo. L'ingegnere francese, 57 anni, è parte di Renault dal 2002 e dal 2023 ricopre ruoli chiave come direttore acquisti, partnership e relazioni pubbliche del gruppo.


Le borse europee hanno reagito con prudenza. Milano ha chiuso in rialzo, emergendo come "maglia rosa" della giornata, spinta soprattutto dal settore bancario. A Londra, l'indice Ftse 100 è rimasto quasi invariato, registrando un lievissimo calo dello 0,02% a 9.134,85 punti. A Francoforte, il Dax ha guadagnato lo 0,28% a 24.266,69 punti, mentre a Parigi il Cac40 ha segnato un incremento dello 0,06% a 7.861,96 punti. A Piazza Affari, l'indice Ftse Mib ha chiuso con un solido +0,98% a 41.637,73 punti, trainato, come detto, dalle performance del settore bancario. Negli Stati Uniti, Wall Street ha proceduto in ordine sparso, riflettendo le incertezze globali e l'attesa per la decisione della Fed. Infine, sul fronte dei dazi, la Francia ha espresso una posizione chiara, ribadendo la richiesta di un'esenzione specifica per il settore del vino e degli alcolici, oltre a quello aeronautico, dalle tariffe doganali che entreranno in vigore dal 1° agosto, con un'aliquota del 15%.


Laurent Saint-Martin, dopo un incontro al ministero delle Finanze con i settori economici interessati dall'accordo commerciale, ha sottolineato: "Ciò per cui stiamo chiaramente spingendo è un'esenzione per il settore del vino e degli alcolici, oltre all'aeronautica". Ha anche aggiunto che, se l'obiettivo di Donald Trump è riequilibrare la bilancia delle merci, allora non dovrebbero esserci tabù nemmeno sulla bilancia dei servizi, la quale registra attualmente un surplus a favore degli Stati Uniti.


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