

Tesla, invece, dopo una valutazione individuale, sarà soggetta a un dazio del 7,8%. Per le altre aziende che hanno collaborato all'indagine Ue, il dazio aggiuntivo sarà del 20,7%, mentre per chi non ha collaborato è prevista la sovrattassa massima del 35,3%. Complessivamente, sommando i dazi già in vigore del 10%, le tariffe raggiungeranno il 45%.
Un'apertura al dialogo con Pechino
Nonostante l'adozione delle misure definitive, Bruxelles si è detta aperta al dialogo con Pechino. L'Ue continua a esplorare una soluzione negoziata nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), anche per rispondere alle richieste di mediazione di alcuni Stati membri, come la Germania, contraria ai dazi, e la Spagna, che si era astenuta nel voto dei Ventisette all'inizio di ottobre. L'accordo antidumping, che l'Ue può chiedere anche con le singole case automobilistiche cinesi, guarda al rispetto delle regole del Wto, che impongono agli esportatori di aumentare i prezzi dei beni. Secondo un portavoce dell'Ue, un'intesa consentirebbe un ritiro dei dazi appena annunciati.
Nel caso in cui si raggiungesse un accordo, la Commissione dovrebbe prendere una nuova decisione per rivedere il regolamento.

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