HCOB PMI Flash dell'Eurozona - In affanno: nuovi ordini in calo e crescita rallentata
HCOB PMI Flash dell'Eurozona - In affanno: nuovi ordini in calo e crescita rallentata


L'economia dell'eurozona mostra segni di rallentamento a fine secondo trimestre, come emerge dai dati provvisori dell'indagine PMI® condotta da S&P Global. Il calo dei nuovi ordini, registrato per la prima volta in quattro mesi, ha portato a una decelerazione della crescita sia dell'attività economica che dell'occupazione.



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L'indice HCOB Flash PMI Composito della Produzione nell'eurozona è sceso a 50.8 a giugno, rispetto al 52.2 di maggio, segnando il valore minimo degli ultimi tre mesi. Nonostante questo rappresenti il quarto mese consecutivo di crescita, l'espansione è stata solo marginale, indicando una perdita di slancio rispetto al vigore mostrato nella prima metà dell'anno.

Il settore terziario ha continuato a trainare la crescita, seppur a un ritmo più lento, mentre il settore manifatturiero ha registrato un forte calo della produzione, il più marcato dalla fine del 2023. Questo andamento divergente tra i due settori sottolinea le sfide strutturali che l'economia dell'eurozona sta affrontando.

Dal punto di vista geografico, la Germania ha mostrato un leggero incremento dell'attività, mentre il resto dell'eurozona ha mantenuto una forte espansione, anche se a un tasso rallentato. La Francia, d'altra parte, ha registrato una performance meno positiva, con la seconda contrazione mensile consecutiva.

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La domanda ha mostrato segnali di debolezza, con il flusso di nuovi ordini in contrazione per la prima volta in quattro mesi. Particolarmente preoccupante è stato il calo accelerato delle commesse estere, che ha interessato entrambi i settori, segnalando una possibile flessione del commercio internazionale.

Sul fronte dell'occupazione, il tasso di creazione di posti di lavoro è diminuito, con gli organici che sono aumentati per il sesto mese consecutivo, ma a un ritmo più lento. Il settore terziario ha continuato a registrare un aumento significativo, mentre il manifatturiero ha visto una contrazione degli organici.

L'inflazione ha mostrato segni di moderazione, con il tasso di aumento dei costi di acquisto che ha rallentato per il secondo mese consecutivo, raggiungendo il livello più basso dell'ultimo anno. Analogamente, l'inflazione dei prezzi di vendita è diminuita, segnando il valore minimo degli ultimi otto mesi.

Le prospettive future rimangono incerte, con la fiducia delle imprese che è scesa ai minimi da febbraio. Questo calo dell'ottimismo, pur mantenendosi in linea con la media storica, riflette le preoccupazioni legate alla domanda in calo e alle sfide economiche in corso.

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In conclusione, l'economia dell'eurozona si trova di fronte a un momento critico. Mentre il settore dei servizi continua a sostenere la crescita, la debolezza del settore manifatturiero e il calo degli ordini sollevano interrogativi sulla sostenibilità della ripresa economica. Le prossime settimane saranno cruciali per capire se questo rallentamento rappresenta una temporanea battuta d'arresto o l'inizio di un trend più preoccupante per l'economia dell'eurozona.
Commentando I dati PMI flash Dr. Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso Hamburg Commercial Bank, ha dichiarato: “Ma la ripresa del settore manifatturiero è finita ancora prima di cominciare? Sia noi che i mercati avevamo anticipato che dopo l’aumento dell’indice di maggio, a giugno avremmo assistito ad un altro incremento, che avrebbe potuto potenzialmente porre le basi per una tendenza al rialzo. Detto questo, invece che avvicinarsi ad una crescita, l’HCOB PMI Flash Manifatturiero dell’Eurozona è calato, distruggendo ogni speranza di ripresa.

Tale arresto è stato aggravato dal fatto che i nuovi ordini, che solitamente fungono da perfetto indicatore dell’attività a breve termine, sono diminuiti ad un tasso di gran lunga più veloce di quello di maggio. Questo rapido declino del flusso delle commesse suggerisce una ripresa più lontana di quanto inizialmente prevista. Il settore dei servizi continua a mantenere a galla l’eurozona. Anche se l’attività non ha preso vigore così come il mese scorso e le previsioni di parecchi analisti sono venute meno, l’espansione generale è risultata elevata. Parallelamente ai dati più deboli dell’attività, le aziende dei servizi si sono mostrate più caute sulle assunzioni. Utilizzando i dati preliminari dell’Indice HCOB Flash della Produzione Composita dell’Eurozona in termini di analisi di regressione, si evince che la stima del PIL del secondo trimestre mostra una leggera discesa pur riportando comunque una crescita dello 0.2 % rispetto al primo trimestre. La BCE, con il taglio degli interessi di giugno, probabilmente si sentirà giustificata dai dati sui prezzi che mostrano una minore pressione sul settore dei servizi dell’eurozona. In ogni modo, l’HCOB PMI non promuove un altro taglio dei tassi da parte della BCE a luglio. Questo perché, le aziende dei servizi della maggiore economia dell’eurozona, la Germania, hanno aumentato i loro prezzi di vendita ad un tasso maggiore di maggio. In aggiunta, visto che a giugno i costi di acquisto della regione sono aumentati per la prima volta da febbraio 2023, il settore manifatturiero dell’eurozona potrebbe forse registrare una nuova inflazione dei prezzi di vendita, dopo una sequenza di deflazione durata 14 mesi. In Francia, il peggioramento sia del settore dei servizi che di quello manifatturiero può essere collegato ai recenti risultati elettorali del Parlamento Europeo e all’annuncio del Presidente Emmanuel Macron di elezioni anticipate al 30 giugno. Tale Copyright © 2024 S&P Global colpo di scena ha probabilmente alimentato tante incertezze sulla politica economica futura, costringendo molte aziende a frenare nuovi investimenti e ordini. In ogni caso, è ovvio che la debole prestazione economica della Francia ha contribuito significativamente al deterioramento delle condizioni economiche dell’eurozona.



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