La produzione idroelettrica ha raggiunto i 25,92 terawattora, con un aumento del 64,8% rispetto al periodo gennaio-giugno 2023. Ma non solo, la capacità rinnovabile in esercizio è aumentata di 3.691 megawatt, di cui 3.341 di fotovoltaico, con un aumento del 41% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Tuttavia, proprio questo trend è quello oggi più a rischio. Il recente boom del fotovoltaico in Italia è legato alla moltiplicazione dei pannelli sui tetti, che dopo la fine del superbonus sta calando sensibilmente. Gli impianti solari di taglia industriale, quelli che permettono di far scendere ulteriormente i prezzi, sono ancora sostanzialmente bloccati dal muro della burocrazia e da alcuni provvedimenti del governo che hanno ristretto le possibilità di impiego del fotovoltaico.
"L'Italia non deve perdere l'opportunità che il record del primo semestre 2024 evidenzia", commenta Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club. "Siamo in un momento particolare perché il crollo dei prezzi sta creando una crescita esponenziale di alcuni settori delle rinnovabili come il fotovoltaico.
E il rinnovo del mandato a Ursula von der Leyen con l'appoggio dei Verdi indica la strada dell'Unione Europea per i prossimi 5 anni: chi aveva scommesso contro il Green Deal ha perso"
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L'Italia, suggerisce Silvestrini, ha buone probabilità di restare in pista nel mercato dell'energia rinnovabile: "Nel campo del fotovoltaico è vero che l'effetto traino sui piccoli impianti sta rallentando, ma crescono gli impianti medi, attorno alla taglia del megawatt, e in prospettiva si svilupperanno anche quelli più grandi. Preoccupano invece gli obiettivi poco ambiziosi del governo: 65% di rinnovabili sui consumi elettrici mentre il target danese al 2030 per le rinnovabili elettriche è 100%, quello portoghese 85%, quello tedesco e greco l'80%. Giocare in difesa significa rischiare di perdere, mentre usare le capacità che il Paese dimostra di avere vuol dire sia rafforzarsi sul piano produttivo e occupazionale che dotarsi di un sistema energetico molto più solido e affidabile anche in congiunture difficili come quelle che abbiamo vissuto negli ultimi due anni".
Del resto anche a livello globale il trend è ormai molto chiaro. Secondo il World Energy Outlook 2023 della Iea, l'Agenzia internazionale dell'energia, al 2030 quello che è successo in Italia nel primo semestre del 2024 accadrà a scala planetaria: le rinnovabili garantiranno il 50% del mix elettrico e le auto elettriche si saranno moltiplicate per 10 rispetto a oggi. Una tendenza determinata da una precisa scelta degli investitori privati: da anni la larghissima maggioranza dell'elettricità prodotta dai nuovi impianti viene dalle rinnovabili.

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Articolo del 19/07/2024
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